Tom Cruise in "Nato il 4 luglio" di Oliver Stone, pellicola ispirata a una storia vera. Fonte: Universal Pictures

Nato il 3 luglio. 5 film per conoscere “meglio” Tom Cruise

Dalla consacrazione in Top Gun fino ai vari Mission Impossibile, Tom Cruise si è sempre distinto agli occhi del grande pubblico prevalentemente in film d’azione. Viso fine ma deciso, corpo muscoloso e ben piantato sui suoi 170 cm (e pensare che per alcuni sono pochi!), l’attore possiede proprio il phisique du role per intepretare personaggi ad “alta dose di testosterone”. Tanto più adesso, che è tornato brillantemente nei panni dell’aviatore Maverick nel fortunato sequel del cult dell’86 (quando si dice: “il vino buono…”).

Ci perdonino i fan degli action movies, ma oggi che compie 60 anni, abbiamo scelto pellicole più “introspettive” per scoprire una star spesso sottovalutata del cinema d’autore. Ecco a voi 5 film per conoscere meglio Tom Cruise!

1) Vanilla Sky di Cameron Crowe (2001)

Remake ingiustamente stroncato dalla critica del più apprezzato Apri gli occhi di Alejandro Amenábar, Vanilla Sky è un film tutt’altro che banale, dalla trama leggermente ingarbugliata che mixa thrilling, fantascienza, mistero, ma anche sogno e romanticismo. Dire di più sarebbe spoilerare. Vi basta sapere che Tom Cruise – oltre che produttore della pellicola – interpreta con straordinaria dolcezza David Aames, giovane facoltoso “impegnato” in una relazione prettamente fisica con la bella Julianna Gianni (Cameron Diaz), finché una sera a una festa non incontra Sofia (una “fortunata” Penelope Cruz che ai tempi stava realmente con Cruise!) di cui si innamora seriamente. Fin qui insomma una storia “normale”.

“Ci incontreremo in un’altra vita, quando saremo entrambi gatti” . Fonte: Paramount Pictures

Un incidente di percorso determinerà però un cambio di rotta e il film assumerà a poco a poco tinte inquietanti e intriganti allo stesso tempo.

2) Magnolia di Paul Thomas Anderson (2000)

Oscar sfiorato per il nostro per l’interpretazione del guru del sesso Frank Mackey in questo dramma corale del regista di Boogie Nights. Se il montaggio lega in un valzer senza sosta le storie di diversi personaggi alle prese con vari drammi della loro esistenza – tanto che lo spettatore non ha il tempo di soffermarsi veramente su nessuno di loro – c’è tuttavia una nota che stride, si distingue e richiama l’attenzione. Ed è proprio il personaggio di Cruise che con pose aggressive e sguardo da “duro” trasmette tutta l’antipatia di un misogino indurito dalla vita che insegna ai suoi adepti come rimorchiare e dominare “belle bionde”.

Ma anche questa maschera, posta alle strette di fronte al proprio passato, a poco a poco si sgretolerà fino ad arrivare a suscitare compassione in una scena che è forse la più convincente prova d’attore del nostro. Non vi sveliamo altro!

3) Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999)

Attorno a questo capolavoro tratto dal romanzo Doppio Sogno di Arthur Schnitzler, circolano parecchie leggende metropolitane. Una di queste vedrebbe il film colpevole di aver scatenato la crisi nella coppia Cruise-Kidman, qui Bill e Alice Harford, marito e moglie borghesi che in una notte di confidenze osano scoperchiare il vaso di Pandora delle infedeltà e dei segreti coniugali.

“Sa qual è il vero fascino del matrimonio? È che rende l’inganno una necessità per le due parti” . Fonte: Warner Bros.

Se così fosse, se realmente il film di Kubrick fu la fatidica goccia che fece traboccare il vaso già incrinato di uno dei matrimoni più celebri di Hollywood, forse il merito fu proprio dei due attori, talmente talentuosi da darsi in corpo ed anima alla loro performance. Quando si dice: “la vita imita l’arte…”.

4) Rain Man di Barry Levinson (1988)

Più di semplice spalla del mostro sacro Dustin Hoffman che qui vinse una meritatissima statuetta agli Oscar, Cruise veste alla perfezione i panni di Charlie Babbit, giovane uomo affarista chiuso in sé stesso, cinico e ambiguo nel suo essere eccessivamente riservato persino con la fidanzata Susanna (Valeria Golino).

L’abbraccio fraterno tra Cruise e Hoffman. Fonte: United Artists

La morte del padre al quale lo legava un rapporto difficile riporterà a galla segreti familiari – tra cui l’esistenza di un fratello autistico interpretato da Hoffman appunto- e sarà l’inizio di un vero e proprio viaggio di redenzione per il protagonista. Un viaggio tuttavia lineare, privo di note sdolcinate o conversioni fulminee, in quella che rimane una delle pellicole più commoventi girate attorno al tema dell’autismo.

5) Nato il 4 luglio di Oliver Stone (1989)

Dulcis in fundo, la parabola del perfetto cittadino statunitense che si arruola nei Marines appena compiuta la maggiore età, convinto di divenire un eroe per amor di patria per poi convertirsi in convinto antimilitarista dopo la tragica esperienza vissuta in prima persona del conflitto in Vietnam, pagina storica che di eroico non aveva nulla (come tutte le guerre del resto).

Ma perché proprio Cruise in questo ruolo? Forse perché lui, nato il 3 luglio, un giorno prima dell’Indipendenza americana (non crediamo alle coincidenze!), incarna perfettamente già nell’aspetto il mito qui dissacrato dello spirito made in Usa.

Perché Tom Cruise, nel suo cursus honorum sul grande schermo, ha forse rappresentato tutte queste cose: il vitalismo anni ‘80 e la voglia di riscatto dei giovani americani capaci di costruirsi da zero (vedi una commedia minore quale Cocktail), ma anche le ombre, le contraddizioni di una società che corre, le fragilità di coloro che si lascia indietro e la presa di coscienza di un sistema che va cambiato (è il caso di Jerry Maguire)

Perciò non potevamo che chiudere con questa pellicola emblematica per auguragli buon compleanno!

Angelica Rocca

di Angelica Rocca

Studentessa di filosofia al corso magistrale, ho intrapreso da ormai due anni la bellissima avventura di UVM iniziando a scrivere per Recensioni, rubrica che ormai dirigo e in cui trasporto tutto il mio amore per qualsiasi forma d’arte. Mie passioni sono la poesia, la musica Classic rock e Indie, il cinema, in particolar modo le commedie anni '50,la comicità in generale e tutto ciò che è vintage. Il mio sogno sarebbe intervistare personaggi come Sophia Loren, Calcutta e Paul McCartney. Ma mi accontenterei anche solo di Calcutta (magari!).

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