Lo sguardo penetrante di un corvo. Fonte

Cervello da gallina: un insulto…

Fin dagli albori dell’umanità, gli uccelli sono stati considerati animali di poco conto per quanto riguarda la loro intelligenza. Del resto, come puoi essere scaltro con un cervello delle dimensioni di una nocciolina? Ma è davvero così?
Fino al XXI secolo anche gli scienziati la pensavano così, ma sempre più studi hanno mostrato come molti uccelli abbiano comportamenti complessi: canto, riconoscimento di singoli individui di un gruppo, manipolazione di strumenti, risolvimento di enigmi.
In alcuni casi si sono mostrati capaci di reazioni istintive inimmaginabili per un essere umano. Del resto, se pensiamo che alcune specie migrano per migliaia di kilometri per poi tornare a casa nello stesso identico cespuglio o albero, qualcosa di speciale dovranno pur  avere.
Ma quali sono in particolare le specie che si contraddistinguono?

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Pappagalli e corvi

I corvi possiedono un’incredibile memoria visiva che gli permette di riconoscere singoli individui: studiosi affermano come all’interno dei loro studi, i corvi reagiscano alle singole voci, riconoscano il rumore della auto o ricordino e distinguano il volto di chi gli porta il cibo.
In particolare, il corvo della Nuova Caledonia, essendosi adattato ad un ambiente dove è complicato ricercare il cibo, ha sviluppato una incredibile capacità di manipolazione degli oggetti, come: piccoli rami o foglie seghettate usate per trovare cibo dentro al legno. E non finisce qui: quegli  strumenti vengono a loro volta usati per costruirne di altri e, il loro impiego viene tramandato come cultura. Questo è un comportamento riconosciuto pochissime volte in natura e solo in grandi scimmie antropomorfe, spesso in cattività.

Due corvi imperiali. Fonte

 

L’altro grande gruppo di uccelli noti per il loro acume sono i pappagalli. E questo è noto a tutti quelli che ne hanno tenuto uno in casa sentendosi ripetere (non in tutte le specie)  quello che dicevano.
Una specie che eccelle proprio nel linguaggio è il pappagallo grigio africano. Irene Pepperberg, studiando questa specie, ha scoperto che posso memorizzare un centinaio di vocaboli umani e capire la differenza tra: uguale, diverso e zero.
Un altro gruppo interessante sono i cacatua, che utilizzano semi o rami per produrre percussioni. Ognuno di loro riesce ad avere una propria melodia e a farsi riconoscere tramite essa. Benché non tutte le specie lo facciano, alcuni si muovono anche a ritmo della loro musica. In cattività alcuni esemplari hanno mostrato anche di saper seguire il ritmo della musica umana.

Un cacatua. Fonte

 

Tutti questo sembra alienante se riflettiamo su quanto questi animali ci somiglino pur essendo così diversi da noi. Ma qual è il loro segreto? Si tratta di un’efficiente uso dello spazio.

Meraviglie celebrali

Sebbene a livello di effettive dimensioni il loro cervello non raggiunga, in proporzione, le dimensioni di quello di un primate, hanno lo stesso numero di neuroni. Insomma molti uccelli fanno a gara con animali come scimmie o addirittura balene. Le comuni gazze hanno la capacità, simile a quella dei delfini, di riconoscere se stessi nel proprio riflesso.
Un’altra caratteristica simile alla nostra è la memoria. La nocciolaia di Clark riesce durante l’autunno a nascondere fonti di cibo in 3000 luoghi diversi nel suo territorio riuscendo poi a rilocalizzarli con una buona probabilità, anche quando coperti dalla neve.
Ma ciò che forse vi lascerà di stucco sono le capacità del colibrì, il vertebrato più piccolo al mondo, capace di programmare la visita ai vari fiori in base alla possibilità di prenderne il nettare dividendoli per aspetto in base alla specie e ricordandosi l’ultima visita fatta per evitare di trovarne uno vuoto. Ancora pensiamo ai pinguini imperatore, capaci di riconoscere il proprio compagno nel mezzo alla cacofonia del branco.

Una gazza con la refurtiva. Fonte

Conclusioni

Potremmo andare avanti all’infinito parlando di questi animali.
Speriamo solo che la prossima volta che incontrerete un corvo o una gazza ladra potrete salutarli. Magari un giorno diventerete loro amici.

 

Matteo Mangano

 

Bibliografia
https://www.activewild.com/bird-intelligence/
https://www.nationalgeographic.com/magazine/article/bird-brains-crows-cockatoos-songbirds-corvids
https://www.nationalgeographic.com/animals/article/year-of-the-bird-brains-intelligence-smarts
https://www.youtube.com/watch?v=MxxMnQa2B68&t=788s

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