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Siracusa: la custode di imponenti vestigia greco-romane

Secondo Cicerone, era la più grande città greca e la più bella di tutte 

Siracusa è una meravigliosa città del sud est siciliano, dalle impronte greco-romane ricostruita con pietra arenaria dopo il terremoto del 1693. La sua ricchezza storico – culturale le ha, inoltre, permesso di essere dichiarata Patrimonio dell’Unesco dal 2005. 

 

Ecco cosa non perdere nella splendida città dalla luce perlacea:

 

1) Tempio di Apollo 

In largo XXV luglio si trova il tempio di Apollo, un’area archeologica a cielo aperto, risalente al VII sec. a.C. Si tratta del tempio dorico più antico della Sicilia, trasformato poi in chiesa bizantina e in moschea araba, in chiesa normanna e perfino in una caserma spagnola. 

 

 

2) Porta Urbica 

In via XX Settembre, in uno scavo nella sede stradale vediamo i resti dell’antica Porta Urbica, fatta erigere da Dionigi il Grande (430 a.C. – 367 a. C. ) ed inserita nella cinta muraria che, partendo da Ortigia, cingeva completamente tutta la città fino al castello Euralio, per una lunghezza di circa 30 Km. 

 

3) Il centro storico: l’isola di Ortigia 

Ortigia è una piccola isola collegata alla terraferma da due ponti, il Ponte Umbertino e il ponte Santa Lucia. Passeggiando per l’isolotto è possibile osservare la classicità greco romana in ogni dove, ma soprattutto godere dell’odore del mare e della suggestiva vista.  

Se decidete di farci un salto in questo periodo estivo, vi suggerisco di fare un bagno nelle acque cristalline di Ortigia.  

 

(p.s.: le foto scattate qui hanno una luce particolarmente perfetta per Instagram) 

 

4) Fonte aretusa 

Prodeguendo la passaggiata vista mare, noterete la fonte di Aretusa, con le sue piante di papiro è uno dei simboli di Siracusa. Secondo la leggenda proprio qui il Dio Alfeo si innamorò della bellissima ninfa Aretusa; Aretusa così fuggì sull’isola di Ortigia e venne tramutata in una fonte da Artemide. 

 

 

 

5) Castello Maniace 

Percorrendo i vicoli alle spalle di fonte Aretusa, possiamo scorgere il possente Castello Maniace, sulla punta estrema dell’isola. L’edificio (risalente al periodo svevo) sorge su un luogo dove la tradizione narra di precedenti fortificazioni; i recenti scavi, tuttavia, non hanno portato alla luce alcuna traccia del maniero che dal condottiero bizantino Giorgio Maniace prende il nome. È probabile che le profonde escavazioni del banco roccioso fatte in età sveva per le nuove fondazioni abbiano completamente cancellato ogni traccia del probabile fortilizio preesistente 

 

 6) Duomo 

Il Duomo di Siracusa (nella parte alta del centro storico), da un punto di vista architettonico risente dell’influenza ionica, poi dorica, gotica fino al barocco dopo il terremoto della Val di Noto del 1693. La Cattedrale metropolitana della Natività di Maria Santissima – questo il suo nome – è un edificio bellissimo, non a caso, da inizio millennio, tutelato dall’Unesco, al pari di tutti gli altri siti della Sicilia barocca nel versante sud-orientale dell’isola. All’interno, sono moltissime le tracce di età ellenica (basti pensare alle due colonne doriche all’ingresso della navata principale). Da qui la particolarità della chiesa in cui l’esuberanza decorativa della facciata esterna convive con l’austerità del tempio greco dedicato ad Atena. 

 

7) Chiesa di Santa Lucia alla Badia 

Dal 2009 l’edificio ospita un quadro del Caravaggio (Michelangelo Merisi 1571 –1610) dipinto tra il 1608 e il 1609 durante il soggiorno siracusano dell’artista. La tela, una pala raffigurante il “Seppellimento di santa Lucia” (patrona di Siracusa), era originariamente collocata nella Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, fuori il centro storico della città. Una curiosità. La santa presenta una ferita da taglio sul collo, tema ricorrente nella pittura del Caravaggio su cui, dal 1606, a seguito di un omicidio compiuto a Roma, pendeva una condanna alla decapitazione. Condanna che costrinse l’irrequieto artista alla fuga di cui, appunto, Siracusa fu una delle tappe. 

 

8) Il parco archeologico Neapolis di Siracusa 

Il parco archeologico Neapolis è un sito di grande interesse (poco fuori dal centro città) al cui interno si trovano diversi siti antichi. La visita può cominciare dalla parte più interessante che comprende il Teatro greco, la Latomia del Paradiso e  l’orecchio di Dionisio, la grotta dei Cordari, la presunta tomba di Archimede. Dopo si può proseguire visitando l’ara di Ierone II, l’anfiteatro romano e la chiesa di San Nicolò.

 

 

 

 

  • Orecchio di Dionisio 

È una grotta artificiale, imbutiforme, scavata nel calcare, alta circa 23 metri e larga dai 5 agli 11, con una forma singolare, vagamente simile a un padiglione auricolare. Si sviluppa in profondità per 65 metri, con un insolito andamento a S e sinuose pareti che convergono in alto, in un singolare sesto acuto. La grotta è, inoltre, dotata di eccezionali proprietà acustiche (i suoni vengono amplificati fino a 16 volte).  

 

  • Teatro Greco 

 Ha la particolarità di essere quasi interamente scavato nella roccia. 

Oltre che per le rappresentazioni, così com’era costume per gli antichi greci, il teatro veniva usato per le assemblee popolari. Dopo essere stato adattato in epoca imperiale ai giochi circensi, il teatro cadde in abbandono. 

Gli scavi, iniziati alla fine del Settecento e protrattisi per tutto il secolo successivo sono stati completati solo nella metà del Novecento. Pur nella diversità, anche sostanziale, di opinioni degli studiosi sulla genesi del monumento, è generalmente accettato che la forma attuale risalirebbe all’opera di ristrutturazione degli anni 238 – 215 a.C. sotto il regno di Ierone II. 

Il teatro si compone di tre parti: koilon (o càvea), orchestra e scena.
Koilon: ha forma semicircolare e con il diametro di oltre 138 metri; i 67 ordini di gradini sono divisi in nove settori(cunei) da otto scalette di servizio. Un lungo corridoio attraversa la cavea nel senso della larghezza. 

Orchestra: è lo spazio semicircolare ai piedi della càvea dove danzavano i cori. 

Scena: è la vasta spianata dove sorgeva l’edificio scenico, delimitata ai lati da due imponenti piloni. 

Ogni anno il teatro ospita Le famossissime tragedie: quest’anno il 54esimo ciclo di rappresentazioni classiche si svolgerà dal 10 Maggio all’8 Luglio. 

 

 9) Le spiagge di fontane bianche 

Fontane Bianche è un luogo dal mare cristallino e la sabbia chiara: sono state definite  ”tropici del Mediterraneo”. Lunga circa un chilometro e mezzo la spiaggia alterna tratti liberi ad altri in concessione, senza dimenticare la scogliera per chi non ama la sabbia sotto i piedi. Poco distante da Fontane Bianche, l’Area Marina Protetta del Plemmirio, oasi di grande interesse paesaggistico-ambientale, nonchè snodo importante dei traffici e dei commerci in età ellenistica. 

 

La cucina siracusana da non perdere

l’immancabile Gelo all’arancia (una specie di budino, squisito) e le cassatelle alla ricotta.

 

 

 

 

Jessica Cardullo

di Jessica Cardullo

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