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USA, insulti alla giovane dem Ocasio-Cortez. Ecco cosa è successo

L’inizio della bufera

Gli insulti e le scuse che sembrano più una strana spiegazione. Quello del 20 luglio scorso è uno degli avvenimenti più clamorosi della settimana a livello internazionale. Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane politica americana, la più popolare dell’ala di sinistra del Partito Democratico che ha vinto l’oppositore interno, Joseph Crowley, alle primarie democratiche del 2018 nel Quattordicesimo Distretto di New York, è stata insultata dal deputato repubblicano Ted Yoho. Qualcuno dei giornalisti che si sono ritrovati ad assistere all’episodio dice di aver visto Yoho insultare la giovane dem alla fine di una discussione informale, usando parole che mai erano state adottate all’interno del Congresso. Lo scontro pare si sia acceso perché il deputato repubblicano non fosse d’accordo con la collega per attribuito l’escalation dei crimini a New York a povertà e disoccupazione.

“Ha messo un dito sulla mia faccia e mi ha chiamato “disgustosa”. Mi ha chiamato “matta“, “fuori di testa” e mi ha definito “pericolosa” – ha raccontato la Ocasio-Cortez – C’erano dei giornalisti di fronte a Capitol Hill e davanti a loro il rappresentante Yoho mi ha definito, e qui cito ‘Una f*****a s*****a’.”

Denunciando apertamente l’accaduto, la giovane deputata ha proclamato un discorso che ha fatto il giro del mondo.

“Mio padre, per fortuna, non è vivo per vedere come il signor Yoho ha trattato sua figlia. Mia madre ha visto in tv la mancanza di rispetto manifestata dal signor Yoho in questo palazzo. E sono qui perché devo mostrare ai miei genitori che sono loro figlia e che non mi hanno cresciuta affinché accettassi abusi dagli uomini.”

AOC – questo il suo famoso soprannome, un po’ nome di battaglia – non si è sentita ferita da quelle singole parole, ma estremamente amareggiata per le modalità in cui ciò è avvenuto.

“Yoho non era da solo. Camminava fianco a fianco con il rappresentante Roger Williams. E’ qui che si capisce che non si tratta di un incidente isolato, ma di un problema culturale. C’è la cultura totale dell’impunità, la cultura di accettare la violenza e di ammettere l’uso di un linguaggio violento nei confronti delle donne.”

Le scuse non scuse

 

Il discorso di non-scuse di Ted Yoho

Giurando di non aver mai usato prima parole aggressive poiché padre di famiglia, Yoho nel suo discorso fatto in seguito all’avvenimento, si è difeso dicendo di esser stato, sì, aggressivo, ma non di certo sessista. Ciò ha alimentato la bufera, suonando più come giustificazione, tra l’altro giudicata insensata anche dalla stessa AOC. Inizialmente la deputata aveva scelto di rispondere con ironia. Un post su Twitter e una story su Instagram con sotto una colonna sonora del brano hip-hop “Bitch Boss”. Dopo che Yoho si è “non-scusato”, la deputata ha deciso di pronunciarsi in Aula del Congresso:

“Si può essere uomini di prestigio e aggredire le donne. Puoi avere delle figlie e aggredire delle donne senza rimorso. Puoi essere sposato e aggredire le donne.”.

 

Ce n’è anche per Trump

AOC ne ha anche per il Presidente Trump

L’indignazione ha trovato forte eco alla Camera e molti si sono uniti alle lamentele della giovane politica denunciando anche fatti che hanno coinvolto il Presidente Donald Trump. “Succede ogni giorno in questo Paese. E’ successo anche qui, sulle scale del nostro Congresso. Ed accade quando persone che ricoprono le cariche più elevate di questo Paese ammettono che le donne possono essere ferite usando questo tipo di linguaggio”, ha aggiunto Alexandria riferendosi al presidente e alla questione dell’audio-video “Access Hollywood”.

La decisione di Bread for World

“Bread for the World”, organizzazione cristiana che si occupa di combattere la fame nel mondo, ha fatto sapere che i suoi vertici hanno incontrato Yoho e chiesto le sue dimissioni, l’espulsione dal consiglio di amministrazione, di cui era membro. La decisione nasce dalla volontà di “riaffermare l’impegno a favore delle donne e delle persone di colore, negli Usa e nel mondo, mentre cercano di guidarci verso un mondo più inclusivo ed equo”. Nel comunicato di venerdì 24 dell’organizzazione cristiana si legge: “Crediamo che le recenti azioni del repubblicano Ted Yoho e le sue parole riportate dai media non riflettano gli standard etici, che ci aspettiamo dai membri del nostro consiglio di amministrazione”.
Non sappiamo se il deputato si sia davvero pentito o meno, ma di certo non dimenticherà mai di aver ricevuto una lezione da una giovane ragazza di trentuno anni.

Ritratto ufficiale
Ritratto ufficiale di Ted Yoho

 

Rita Bonaccurso

di Redazione Attualità

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