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La Cina anticipa la vaccinazione sperimentale sulla popolazione. Vaccinate già decine di migliaia di persone

In Cina decine di migliaia di persone sono state sottoposte ad una vaccinazione di massa, nonostante siano ancora in corso test clinici necessari per verificarne la sicurezza e l’efficacia. Gli esperti temono potenziali effetti collaterali.

Vaccini sperimentali cinesi Fonte:corriere.it

La distribuzione su larga scala di vaccini sperimentali, secondo le autorità cinesi, diventa essenziale per evitare i rischi di una nuova emergenza sanitaria. Questo approccio è ritenuto rischioso da parte degli esperti, i quali si preoccupano delle reazioni avverse. Tuttavia la Cina è il primo paese al mondo ad avere inoculato a migliaia di persone vaccini sperimentali, al di fuori dei normali test che in condizioni controllate ne verificano l’efficacia.

Come si sviluppa un vaccino

I vaccini prima di essere somministrati sulla popolazione, devono essere testati in laboratorio, sugli animali e infine su un numero ristretto di volontari tramite appositi test clinici. Lo sviluppo del vaccino si articola in 3 fasi. La fase 1 e la fase 2 dei test sugli esseri umani ne verificano la sicurezza, la fase 3 invece abbraccia un maggior numero di partecipanti per stabilirne l’efficacia e la risposta immunitaria.

“Potrebbero essere necessari dai tre ai sei mesi prima di avere i risultati della fase 3, e ormai non bisogna più aspettare così tanto”

Così ha spiegato Raina MacIntyre della University of New South Wales a Sidney, chiarendo il rischio che si correrebbe per l’uso, in emergenza, di vaccini prima della conclusione della fase 3. Nonostante ciò i governi esercitano pressioni sulle aziende farmaceutiche affinché possano velocizzare i tempi di verifica.

Da chi sono stati prodotti?

Sono due le grandi aziende farmaceutiche cinesi che hanno somministrato i vaccini sperimentali, Sinopharm e Sinovac.  Sinopharm è uno dei più grandi gruppi del paese e di proprietà dello stato, mentre Sinovac è un’azienda biofarmaceutica specializzata nella produzione e sviluppo dei vaccini.

 

Sinopharm, sperimentazione di nuovi vaccini – Fonte:Millionaireweb.it

A chi è stato somministrato?

La fase 3 per testare l’efficacia dei vaccini sperimentali cinesi ha coinvolto circa 100 mila persone, le quali in prevalenza vivono in aree la cui diffusione del coronavirus è più marcata e i contagi sono elevati.  L’azienda Sinopharm ha fornito il suo vaccino a centinaia di migliaia di persone tra cittadini cinesi e paesi come Emirati Arabi, Perù, Marocco e Argentina. Sinovac, invece lo ha diffuso in un’area geograficamente più ristretta, a circa 10 mila persone nella zona di Pechino e ai propri 3mila dipendenti includendo le loro famiglie.

Secondo quanto riferito da Zheng  Zhongwei della China’s National Health Commission, le autorità della sanità cinese avrebbero sostenuto di avere “comprensione e sostegno” da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’utilizzo di vaccini sperimentali su individui che appartengono a programmi di emergenza. L’OMS però può solo fornire delle linee guida, non dispone della facoltà di permettere l’uso dei vaccini, la cui scelta ricade sui singoli governi.

Sperimentazione dei vaccini negli Stati Uniti e in Russia

La sfrenata corsa da parte degli Stati Uniti raggiunge livelli da record. Il presidente Donald Trump sostiene che il vaccino sarà pronto prima dell’inizio di novembre e spinge le aziende farmaceutiche affinché possano fare più in fretta. Le sollecitazioni di Trump sono determinate dalla campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il 3 novembre. Contrariamente alle richieste del presidente, la comunità scientifica esige dalle aziende farmaceutiche statunitensi, il massimo rigore che richiede la fase 3 per testarne l’efficacia.

In Russia benché un vaccino sperimentale avesse ottenuto l’approvazione dalle autorità di controllo ancor prima che fosse terminata la sua verifica clinica, la sua diffusione è stata contenuta rispetto alle numerosissime somministrazioni avvenute in Cina.

A che punto siamo in Italia?

Un risultato importante è stato ottenuto dalla collaborazione tra l’Università di Oxford e l’azienda Advent-Irbm di Pomezia, grazie allo sviluppo del vettore virale, ora prodotto da Astrazeneca.  Il Candidato vaccino ha già raggiunto sia in laboratorio che negli esami preclinici sugli animali esiti positivi avviando così  la fase 3. Sono invece tutti italiani il vaccino prodotto dall’azienda ReiThera che grazie ai fondi ottenuti, ha ricevuto il consenso dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per la sperimentazione clinica della fase I, che avverrà presso l’Istituto Spallanzani di Roma e il Centro di ricerche cliniche di Verona. L’altro vaccino italiano nasce dalla collaborazione tra società di biotecnologie Takis e la Rottapharm Biotech di Monza. In cui incoraggianti risultati sono stati registrati dopo la prima somministrazione su studi preclinici che hanno rivelato un’importante risposta immunitaria che aumenta dopo la seconda somministrazione.  Bisognerà ancora attendere l’autorizzazione per la sperimentazione clinica che dovrebbe partire il prossimo inverno con test sull’uomo presso l’Istituto Pascale di Napoli e al San Gerardo di Monza.

Vaccino Oxford- Advent-Irbm – Fonte: avvenire.it

Giovanna Sgarlata

di Redazione Attualità

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