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Nasa, la sonda Osiris-Rex preleva frammenti di asteroide

Il 21 ottobre alle ore 00:12 italiane, la sonda Osiris-Rex è entrata in contatto per pochi secondi con l’asteroide Bennu per prelevare campioni da riportare sulla Terra. La Nasa ha trasmesso in diretta le difficili manovre.

Nasa, la sonda Osiris-Rex è atterrata sulla superficie dell’asteroide – Fonte:srmedia.info

Nei primi minuti di mercoledì la sonda spaziale Osiris-Rex, ha tentato il contatto con l’asteroide per prelevare alcuni esemplari di rocce della superficie e farli analizzare sulla Terra una volta terminato il suo lungo percorso di ritorno. Lo scopo della missione sarà scoprire qualcosa in più sul Sistema Solare e sull’origine della vita sul pianeta Terra.

Cosa sono gli asteroidi

“Mentre i pianeti e le lune sono cambiati nel corso dei millenni, molti di questi piccoli corpi no. Gli asteroidi sono come capsule del tempo che possono fornire una testimonianza fossile della nascita del nostro Sistema Solare”

Osservatorio Sideralmente – Fonte:riviera24.it

Cosi li definisce Lori Glaze, capo della divisione di Scienze planetarie della Nasa. Sono parenti stretti dei pianeti e secondo l’ipotesi che accomuna gran parte degli astronomi, sono ciò che è rimasto del disco protoplanetario, ossia quella regione in cui i grani di polvere crescono, si sedimentano e danno vita al processo di formazione dei pianeti. Rispetto a quest’ultimi gli asteroidi risultano essere di dimensioni molto più ridotte e con una forma vagamente sferica. Ne esistono di due nature differenti, di origine minerale o dal processo evolutivo delle comete. I primi sono formati prevalentemente da composti ferrosi; i secondi invece nascono dai ripetuti passaggi ravvicinati al Sole che ha fatto sciogliere il loro strato di ghiaccio.

Dove sostano

La loro casa è la fascia principale, un grande anello di detriti che orbita attorno al Sole passando fra le traiettorie di Marte e Giove. L’immensa distanza che li separa dalla Terra non esclude che impatti o altri eventi posso inquietare il tragitto di queste masse portandole a sfiorare, secondo misure astronomiche, il nostro pianeta.

La fascia principale degli asteroidi – Fonte:meteoweb.it

Chi è Bennu?

L’asteroide 101955 Bennu, si muove nello spazio come una montagna che viaggia ad una velocità di 28 chilometri al secondo. Esso fa parte del gruppo Apollo, un agglomerato di corpi celesti costantemente controllati poiché in futuro potrebbero invadere l’orbita della Terra.

La sonda della Nasa toccherà l’asteroide Bennu – Fonte:ilmessaggero.it

È molto scuro per il suo contenuto di carbonio, che fa riflette solo il 4% della luce che lo colpisce. Secondo molti scienziati su Bennu ci sono delle tracce di acqua e di molecole organiche, ingredienti fondamentali per poter risalire al periodo di formazione del Sistema Solare e consentire lo studio su come sia avvenuta la formazione della vita sulla Terra.

La sonda Osiris-Rex

La Nasa l’ha dotata di un corpo centrale cubico con pannelli solari ai lati, è fornita anche di diversi strumenti per la mappatura della superficie dell’asteroide e nella parte inferiore presenta un braccio meccanico necessario per il recupero dei materiali.

Nasa, la sonda Osiris-Rex atterra su un asteroide dopo quattro anni – Fonte:Inews24.it

La sonda è stata lanciata nel 2016 e ha raggiunto Bennu nel 2018, da quel momento gli orbita intorno per rilevare e accumulare senza tregua più informazioni necessarie per la missione. La scelta degli studiosi non è stata casuale, fu ponderata da rivelazioni effettuate con il telescopio. L’asteroide si mostrava ai ricercatori con una superficie sabbiosa che avrebbe permesso alla sonda di atterrare senza difficoltà, ma una volta arrivati in sua prossimità, si presentava con numerose sporgenze e cime aguzze che avrebbero reso arduo portare a termine il lavoro. Gli scienziati però non si sono mostrati impreparati, hanno fin da subito creato delle mappe tridimensionali da poter inviare alla sonda per capire se procedere con il prelievo del materiale o rinunciare nel caso in cui qualcosa andasse storto.

Del resto i dati inviati dalla sonda impiegano 18 minuti per attraversare i 320 milioni di chilometri che la separano dalla Terra e perciò soltanto dopo poco arriveranno agli studiosi le esatte dinamiche su ciò che è avvenuto sull’asteroide.

Quale sarà la sequenza di discesa

Quando Osiris-Rex accenderà i propulsori sarà pronta per abbandonare la sua orbita, assestando durante la discesa posizione e velocità. Dopo 11 minuti, trovandosi ad un’altitudine di 54 metri, inizierà a frenare e a mirare verso il suo obiettivo, un largo cratere roccioso chiamato Nightingale. Toccherà la superficie per circa 5 secondi, quando in Italia sarà passata da poco la mezzanotte, la bombarderà con una delle sue tre bombole pressurizzate di azoto che farà sollevare polveri e rocce. Queste dovranno poi confluire dentro un cilindro che conserverà 60 grammi di materiale da portare sulla Terra.

La sonda Osiris-Rex tocca l’asteroide e preleva alcuni frammenti – Fonte:ilmessagero.it

Esito della missione

Dai primi dati inviati il tochdown è avvenuto a 75 cm di distanza rispetto al punto scelto come obiettivo. Durante il prelievo la sonda non è stata guidata da Terra, ha fatto “tutto da sola” grazie all’inserimento di un sistema di navigazione autonomo chiamato NFT (Natural Feature Tracking); il quale attraverso l’uso di immagini scattate in tempo reale e la ricostruzione della superficie dell’asteroide è riuscita a prevedere eventuali correzioni di traiettoria.

Il ritorno

Osiris-Rex lascerà Bennu a marzo 2021 e impiegherà due anni per arrivare sulla Terra. L’approdo sul pianeta è previsto per settembre 2023 grazie all’uso di un paracadute che riducendo notevolmente la velocità della sonda, permetterà l’atterraggio nel deserto dello Utah.

Osiris-Rex:come prelevare un campione di asteroide – Fonte:lescienze.it

Giovanna Sgarlata

di Redazione Attualità

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