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Notte di paura nel centro di Vienna: ennesimo atto di terrorismo

Sono state ore di paura a Vienna nella scorsa notte, dove si è verificato un attentato nel centro nella capitale austriaca. I primi spari sono stati avvertiti intorno alle ore 20 vicino alla sinagoga Stadttempel; centinaia i video messi in circolo sui social network e sulle piattaforme online, dove, tra l’altro, si nota l’attività delle forze di sicurezza austriache alla ricerca di presunti assalitori in fuga. Si tratterebbe, infatti, di attentato coordinato in sei diverse zone della capitale. La polizia, tuttavia, ha chiesto di non condividere video o immagini delle indagini, per ovvie ragioni di sicurezza.

L’attentato

Vienna è piombata nel terrore nell’ultima serata prima del lockdown, annunciato per oggi dalle autorità dove un gruppo di assalitori ha iniziato a sparare sulla folla con fucili.

L’agenzia di stampa austriaca APA ha riferito che il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, ha parlato di «apparente attacco terroristico».

Varie sparatorie sarebbero avvenute in diverse zone nei pressi della sinagoga. La polizia ha consigliato di evitare il centro della capitale, definito zona rossa, e di rimanere in casa: «Non appena avremo maggiori informazioni ve le riporteremo». Il centro solo gradualmente e parzialmente è stato, riaperto dopo molte ore dall’inizio dell’attentato, quando la polizia ha permesso alle persone rimaste bloccate nei bar e nei ristoranti di tornare verso casa attraversando dei corridoi di sicurezza, resta comunque presidiato da centinaia di agenti, tra cui agenti dei corpi speciali.

(fonte: Geopoliticia.info)

Inizialmente si presumeva fosse la sinagoga il centro dell’attentato, ma il presidente della comunità ebraica di Vienna, Oskar Deutsch, ha affermato che non vi sarebbero delle vittime tra i rappresentanti della sua comunità:

“Al momento non si può dire se il tempio della città fosse uno degli obiettivi”, comunicando che sia la sinagoga di Seitenstettengasse che l’edificio per uffici allo stesso indirizzo non erano più in funzione e chiusi al momento dei primi spari. Facendo poi appello ai fedeli di non uscire in strada e rimanere al sicuro fino a quando le autorità non avranno chiarito i fatti, chiedendo a tutti gli uomini di non indossare la kippah, il tipico copricapo ebraico.

Oggi a Vienna le scuole rimarranno chiuse.

Il Bilancio

Ammonta a quattro il numero dei civili uccisi, due uomini e due donne, tra cui una cameriera, diciassette i feriti, cinque persone sono ricoverate in ospedale in pericolo di vita, come comunicato questa mattina dal ministro degli Interni austriaco Karl Nehammer durante di una conferenza stampa.

Ferito anche un poliziotto in uno scontro a fuoco con un attentatore, poi sottoposto ad intervento chirurgico. Uno dei killer «pesantemente armato», definito «islamista» dal ministro dell’Interno, è stato ucciso dalla polizia, mentre «almeno uno è ancora in fuga». Gli inquirenti austriaci ritengono che gli attentatori di Vienna potrebbero essere almeno quattro, ancora ricercati.

A seguito della perquisizione dell’appartamento dell’attentatore morto, Nehammer lo ha identificato come “simpatizzante” dello Stato Islamico: un giovane di origini albanesi ma nato e cresciuto in Austria, con una cintura esplosiva attorno al corpo – rivelatasi poi un falso-  il quale in passato aveva provato ad andare a combattere in Siria.

Secondo quanto scrive su Twitter Florian Klenk, giornalista di Falter, l’attentatore si chiamava Kurtin S., i suoi genitori provengono dalla Macedonia del Nord ma non si sarebbero mai fatti notare dal punto di vista di eventuali tendenze islamiste.

Tuttavia, si ritiene che uomo fosse conosciuto ai servizi segreti austriaci: l’uomo faceva parte di un gruppo di circa 90 islamisti austriaci che aveva manifestato l’intenzione di recarsi in Siria.

Secondo, poi, le informazioni del Kronen Zeitung, che pubblica una foto del volto pixellato, si tratta di un rifugiato che aveva prestato giuramento di fedeltà al nuovo leader dell’Isis.

Secondo quanto scrive la Bild avrebbe annunciato su Instagram il suo gesto, postando alcune foto, lunedì.

(fonte: la Repubblica)

La Solidarietà Europea

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha confermato che ieri sera a Vienna si è trattato di un attentato islamista, «dettato dell’odio, dall’odio per il nostro modello di vita, dall’odio per la nostra democrazia».

Milioni i tweet di supporto morale e sociale alla tragedia austriaca dai massimi esponenti europei:

«L’Europa condanna con forza questo atto codardo che viola la vita e i nostri valori umani. I miei pensieri sono con le vittime e la gente di Vienna sulla scia dell’orribile attacco di stasera. Siamo con l’Austria», scrive il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

«Ferma condanna dell’attentato che questa sera ha colpito la città di Vienna. Non c’è spazio per l’odio e la violenza nella nostra casa comune europea. Vicinanza al popolo austriaco, ai familiari delle vittime e ai feriti» ha twittato il premier Giuseppe Conte.

«Noi francesi condividiamo lo choc e il dolore del popolo austriaco colpito stasera da un attentato nel cuore della sua capitale, Vienna. Dopo la Francia, è un Paese amico ad essere attaccato. È la nostra Europa. I nostri nemici devono sapere con chi hanno a che fare. Non ci arrenderemo» condivide Macron.

«In queste ore terribili in cui Vienna è diventata il bersaglio della violenza terroristica, i miei pensieri sono con le persone presenti e le forze di sicurezza che affrontano il pericolo» ha detto la Merkel.

«Le nostre preghiere per i viennesi dopo l’ennesimo vile atto terroristico in Europa. Questi attacchi malvagi contro persone innocenti devono cessare. Gli Stati Uniti sono a fianco di Austria, Francia e di tutta Europa nella lotta contro i terroristi, compresi i terroristi islamici radicali» afferma Donald Trump.

«Dopo l’orribile attacco terroristico a Vienna , in Austria, Jill e io prego per le vittime e le loro famiglie. Dobbiamo essere tutti uniti contro l’odio e la violenza», condanna anche dal candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden.

Condoglianze, anche dal presidente russo Vladimir Putin, al presidente e al cancelliere austriaco.

Manuel de Vita

di Redazione Attualità

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