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Webinar UniMe: “La perdita di autorevolezza degli esperti”

Si è svolto il 2 dicembre il Webinar “La crisi di autorevolezza degli esperti”, con la partecipazione di diversi docenti UniMe, e come ospite d’onore  il dottor Francesco Censon (autore Rai e scrittore).

Incontro nato dalla riflessione del Professor Settineri, promosso dal Professor Baldari e condiviso con l’Ateneo.

Settineri introduce l’evento, con una riflessione visitando  il tema  in chiave psicologica:

 La crisi parla di emozioni. Ciò che tutti non  possono capire o che non tutti possono scrivere, genera un’ antipatia che i divulgatori devono accettare che può esser superata solo con un captatio malevontiae.

Il professore sottolinea l’importanza della componente dialogica,  ricorrendo alla storia e al mito. Esplicita come la mancanza di fiducia fosse presente sin dal passato, riporta l’esempio della Non compresa Cassandra, i profeti non furono creduti e  il risultato di ciò si concretizzò nelle deportazioni.

La comprensione, afferma il Prof. Settineri, non  giustifica i bias, ma consente di rasserenare le emozioni alla base della crisi.

Prof.Salvatore Settineri,Delegato Terza Missione Dipartimento BIOMORF Università di Messina

L’interrogativo posto dal Dottor Censon pone un problema attuale appalesatosi in epoca Covid: “perché le persone competenti non sono ascoltate dalla gente comune?”

Attenta, magistrale, minuziosa la sua analisi del fenomeno nata dai suoi studi condotti dal 2016 ad oggi, ispirati al libro di Tom Nichols che parla di crisi di competenza.

Secondo Censon, sarebbe più appropriato parlare di crisi  dei competenti, ed in tal modo proporre differenti soluzioni per spiegare il maggiore scetticismo verso scienziati e modi per approcciarsi al problema.

La crisi -afferma- nasce dalla crisi della democrazia, un fenomeno complesso, con  più agenti sia esogeni ed endogeni.

Le cause endogene della crisi individuate da lui medesimo sono:

  1. L’aumento autostima nell’identità delle persone, cresciuta esponenzialmente negli ultimi 60 anni;
  2. Alcuni aspetti di internet. “Il web pone tutti in connessione allo stesso livello il rapporto cattedra-banco, trasmissione-ricevente, viene a mancare.” Spiega, come in passato, tra esperti e non, il rapporto fosse asimetrico-complementare, adesso invece confuso e simmetrico e ciò  porta ad inevitabili  conflitti e incomprensioni.

Sottolinea Censon: “è fondamentale in ogni comunicazione definire il tipo di rapporto della comunicazione per evitare gap, errori pragmatici.”

A suo parere i complottisti non sanno esprimere il loro bisogno di essere riconosciuti e lo esprimono con la negazione (le teorie del complotto).

È il sintomo di qualcosa di antropologico che sta cambiando nel mondo, nel modo di pensare nella nostra popolazione. Il cambiamento di autostima richiede un rapporto comunicativo differente. È necessaria una rinegoziazione dei rapporti e della gerarchia. Esistono non più solo esperti e profani, ma nuovi mezzosangue della conoscenza.

 

Dott. Francesco Censon, Autore Rai e Scrittore

Segue l’intervento del Professor Francesco Pira, il quale evidenzia come la presenza della disintermediazione permetta a chiunque di creare contenuti nel web in buona o cattiva fede, creando disinformazione e misinformazione.

Telegram, Whatsapp, sono gruppi ristretti che configurano il giardino perfetto, un luogo dove costruiamo la nostra community un mondo in cui crediamo, che indossiamo, che ci da ragione qualsiasi cosa sosteniamo. Andiamo a cercare nella rete quello che conferma il nostro  pregiudizio.

Riportati dati interessanti secondo cui in Italia l’82,8% non è in grado di riconoscere una notizia vera da una notizia falsa.

Le fake news -evidenzia il Professor Pira- non sono solo bufale, a volte sono finalizzate a distruggere l’immagine dei Paesi.

Espone degli studi condotti su adolescenti riportano che il 67%  di essi hanno un profilo falso.

Cerchiamo in rete un’ identità che non è la nostra ma è quella che vorremmo avere e con la quale ci esprimiamo nel modo peggiore.

Sono seguiti diversi interventi tenuti dai docenti dei Dipartimenti dell’Ateneo messinese, i quali evidenziano come la crisi possa esser letta tra le righe come “crisi della comunicazione”.

  • Sentendo più esperti con pareri differenti, a volte opposti, si genera una confusione e paura in chi non possiede le conoscenze.
  • La dimensione sempre più specialistica del sapere fa confrontare gli esperti tra loro, creando una comunicazione fallace, che può creare paranoia indotta, come ribadisce  la Professoressa Muscatello.
  • A volte si  fa ricerca per autoreferenzialità, solo per far carriera e non per divulgare all’esterno; “La boria dei dotti” come  la definisce il Prof. Giordano.
  • Il modo in cui si comunica il sapere. Spesso gli intellettuali esprimono prepotentemente le loro posizioni, nonostante la pericolosità di alcune di esse;

I comunicatori possono apparire schierati con interessi. A tal proposito, l’intervento della Professoressa Gensabella pone l’ accento sul ruolo della fiducia nella comunicazione:

La fiducia è l’area che sostiene le relazione, se si pensa che chi parla mente cade la comunicazione. È necessario un dialogo costruttivo.

La Professoressa Alibrandi e la Professoressa Auditore domandano:

“Quale dovrebbe essere il compito dell’Università come istituzione finalizzata alla ricerca? E come dovrebbe educare i giovani studenti?”

Censon suggerisce iniziare la discesa dalla torre d’avorio degli intellettuali per creare ponti e coinvolgimenti, di ottimizzare le risorse umane attraverso gli studenti, e di educarli e stimolarli alla normalità.

Le conclusioni del Prof Baldari e della Professoressa Spatari, portano come esempio emblematico l’attività professionale del medico, spiegando come “il cambiamento del sapere e la nascita della medicina contemporanea abbiano portato a concentrarsi più sulla malattia e non sul malato“.

Interessanti le soluzioni emerse per gli esperti in questo seminario:

Per riappropriarsi del ruolo è necessaria autorevolezza. Porre maggiore attenzione alla comunicazione e divulgazione scientifica, conservare la capacità di trasferire, educare a modificare informazioni errate, avere sempre etica.

Lo scienziato deve sempre attenersi all’etica scientifica, ai codici comportamentali, anche nella divulgazione e comunicazione.

Per vedere la diretta salvata, ecco il link: https://m.facebook.com/messinauniversity/

 

Daniela Cannistrà 

di Redazione Scienza&Salute

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