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Ordinanza in vigore da oggi: ecco le nuove regole da rispettare

A partire da oggi, lunedì primo marzo, Lombardia, Marche e Piemonte saranno in zona arancione, Basilicata e Molise in area rossa, la Liguria è tornata in zona gialla, mentre la Sardegna sarà la sola regione italiana in zona bianca– l’area con minori restrizioni in base alla classificazione del rischio introdotta a inizio gennaio.

La decisione era stata già comunicata venerdì ed è stata introdotta attraverso cinque ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza sabato 27 febbraio, in base ai dati e alle indicazioni della Cabina di regia.

(fonte: Perugiatoday)

“Sarebbe bello dire che è tutto finito e che siamo in una fase diversa, ma la più grande responsabilità di chi rappresenta le istituzioni è dire come stanno le cose. E la verità è che le prossime settimane non saranno facili. Abbiamo una campagna vaccinale da accelerare e allo stesso tempo una epidemia molto forte e presente sui territori”

Le regole da rispettare

In attesa della firma del Presidente del Consiglio Mario Draghi al nuovo Dpcm, che avrà efficacia dal 6 marzo fino al 6 aprile, entrano oggi in vigore le nuove disposizione dettate dalle ordinanze del ministro Speranza.

Sono cinque le ordinanze firmate che dettano disposizioni diverse in base ai dati sulla curva epidemiologica forniti dal CTS:

  1. La prima ordinanza del Ministro Speranza “conferma per ulteriori quindici giorni per le Regioni Abruzzo, Toscana, Umbria e per la Provincia Autonoma di Trento e Bolzano, le misure disposte dall’Ordinanza del 12 febbraio 2021”.
  2. La seconda ordinanza “dispone il passaggio in zona arancione per le Regioni Marche, Lombardia e Piemonte”.
  3. La terza ordinanza “dispone il passaggio in zona rossa per la Regione Basilicata”.
  4. La quarta ordinanza “dispone il passaggio in zona rossa per la Regione Molise”.
  5. La quinta ordinanza “dispone il passaggio in zona bianca per la Regione Sardegna”.

In Umbria entra in vigore anche l’ordinanza della Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che “prevede alcune misure sia di carattere regionali sia specifiche per la Provincia di Perugia, senza l’individuazione di aree rosse”.

Dunque, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto sono in zona gialla; Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria in area arancione; Basilicata, Molise in zona rossa e Sardegna in zona bianca.

(fonte: Adnkronos)

La Sardegna è l’unica regione italiana a essere in zona bianca, cioè quella con il più basso livello di rischio epidemiologico. Secondo quanto disposto dall’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Christian Solinas, si punta ad una graduale riapertura delle attività di ristorazione, permettendo ai ristoranti di rimanere aperti fino alle 23 e ai bar fino alle 21; il coprifuoco non sarà eliminato ma sarà dalle 23 alle 5; si valuta anche una possibile riapertura, con le necessarie restrizioni, di palestre e piscine, musei, e centri commerciali: Solinas ha comunque precisato che l’allentamento delle restrizioni “non rappresenta certamente un invito al liberi tutti”, ma piuttosto “uno sprone alla massima responsabilità”.

Mentre, per le regioni in zona arancione restano in vigore le regole generali: il coprifuoco dalle 22 alle 5, tuttavia, dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno del proprio comune; non ci si può spostare tra comuni se non per motivi di lavoro, salute o necessità, ma si può sempre rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione: è possibile fare visita a una sola casa una volta al giorno, sempre dalle 5 alle 22 ed all’interno dello stesso comune e in una massimo di due individui, salvo accompagnatori di minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti, per cui tale limite non vale; i negozi possono rimanere aperti, sempre nel rispetto delle linee guida (controllando gli ingressi e facendo mantenere il distanziamento fisico); permane il divieto di consumare cibi e bevande presso locali delle attività di ristorazione; bar e ristoranti potranno lavorare soltanto con le consegne da asporto e a domicilio dalle 5 alle 22.

In zona rossa si limitano al massimo gli spostamenti, consentiti solo per lavoro, salute o necessità, o per rientrare al domicilio, residenza o abitazione; negozi non essenziali sono chiusi; ristoranti e bar possono fare asporto (fino alle 18) e consegne a domicilio; non è più in vigore la “deroga sulle visite”, dunque si potrà andare a casa di altre persone soltanto per motivi di necessità;  gli spostamenti tra regioni saranno consentiti esclusivamente per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

La situazione epidemiologica in Italia

Tocca quota tre milioni il numero dei casi di Covid in Italia (ad oggi sono 2.925.265), con un aumento del tasso di positività: in base ai 257.024 tamponi eseguiti, oggi risulta del 6,7%, a differenza di ieri dove era del 5,8%; aumento dei positivi che oggi sono 10.401 in più a discapito dei guariti che sono 6.847.

Invece, vi son 17.455 nuovi casi registrati, in diminuzione rispetto a ieri, quando se ne contavano 18.916, ma con più tamponi eseguiti. In diminuzione consistente anche il numero dei morti da Covid, con 192 decessi rispetto ai 280 di ieri; sono 2.231 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, con un aumento di 15 unità rispetto a ieri; gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 131 (ieri erano stati 163); ricoverate 18.638 persone nei reparti ordinari.

(fonte: LaStampa)

A fronte di una situazione simile l’unica reale soluzione resta il vaccino; tuttavia, ad oggi i soggetti vaccinati, compreso il richiamo con la seconda dose, sono, secondo il sito del governo, 1.400.262.

Si punta comunque ad un incremento di vaccinazioni che tra arrivi tra le trecentomila e le cinquecentomila somministrazioni al giorno ad aprile, per raggiungere l’obiettivo di poter ottenere fino a 19 milioni di vaccinazioni al mese.

È quanto auspicano fonti che lavorano alla nuova strategia sui vaccini, anche alla luce del previsto arrivo delle dosi Johnson & Johnson ad aprile; infatti, secondo gli accordi, per quest’ultima tipologia di vaccino sono previste sette milioni e trecentomila dosi nel secondo trimestre del 2021.

Il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi ha affermato che potrebbero arrivare in aprile in Italia le prime dosi del vaccino Johnson&Johnson, non appena si avrà l’ok dell’Ema, l’autorità regolatoria europea, e dell’Aifa, l’agenzia italiana, ha poi aggiunto che potrebbero arrivare in Italia alcuni milioni di dosi entro giugno e 27 milioni entro dicembre.

Intanto, per accelerare la distribuzione AstraZeneca è disposta a cedere le licenze di produzione. Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca Italia, ha comunicato: “Abbiamo bisogno di un partner capace di gestire questo processo di produzione, perché il trasferimento tecnologico non è assolutamente facile, e che abbia capacità di produzione di decine di milioni al mese”

Emblematico il caso del novantunenne Giovanni, che ha deciso di donare la propria dose di vaccino anti-Covid a Cinzia, madre di un ragazzo con gravi disabilità: “Vaccinate lei che non può ammalarsi, e non può permettersi di portare il virus in casa, io ho 91 anni, credo proprio di essere meno utile”

L’uomo ha risposto a un appello che la mamma aveva lanciato qualche giorno prima alla regione Toscana affinché anche i genitori delle persone disabili, soprattutto giovani, potessero rientrare nelle categorie prioritarie delle persone da vaccinare.

Gesti di solidarietà che riscaldano il cuore in un periodo dove “il freddo” è all’ordine del giorno; perché risulta inammissibile che una persona debba rinunciare alla propria salute a causa dell’egoismo altrui.

Manuel De Vita

di Redazione Attualità

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