Salta lo stop ai licenziamenti: ecco cosa succederà dal 1° luglio

Il Decreto Sostegni bis ha eliminato la proposta della proroga del blocco dei licenziamenti suggerita fino al mese di agosto. Le ultime disposizioni designano come nuova scadenza il 30 giugno 2021.

Stop al blocco dei licenziamenti –Fonte:tuttolavoro24.it

Dal primo luglio si potrà così legittimare le aziende e l’edilizia ad indire i licenziamenti. Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, non è riuscito a trovare ancora gli strumenti necessari che permetteranno a chi è rimasto senza occupazione di avere un’ulteriore opportunità lavorativa. Secondo quanto riportato da Palazzo Chigi, a tale stop, vi corrisponderanno delle soluzioni alternative, promosse attraverso la mediazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi per accogliere le diverse delibere sul tema fortemente discusso dal potere governativo.

Decreto Sostegni Bis: cos’è e cosa prevede

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale martedì 25 maggio, il Decreto Sostegni bis, si presenta come un provvedimento dell’Esecutivo Draghi volto ad indurre innovative misure di sostegno alle imprese italiane, soprattutto alla categoria delle micro, piccole e medie imprese (PMI), che stanno subendo le dure conseguenze relative alla crisi generata dall’epidemia da Covid-19, poiché costrette a chiudere o ridurre significativamente la loro produzione.

Decreto Sostegni bis –Fonte:pmi.it

Lo scostamento di bilancio autorizzato dal Parlamento di circa 40 miliardi, si somma ai precedenti 32 del Sostegni uno. La nuova disposizione varata dal Consiglio dei Ministri e dal Ministro dell’Economia Daniele Franco, mira ad agire su interventi che si articolano su 7 principali linee di azione:

  • sostegno alle imprese, all’economia e abbattimento dei costi fissi;
  • accesso al credito e liquidità delle imprese;
  • tutela della salute;
  • lavoro e politiche sociali;
  • sostegno agli enti territoriali;
  • giovani, scuola e ricerca;
  • misure di carattere settoriale.

Licenziamenti dal primo luglio

Nella versione definitiva del decreto, viene a mancare perciò la proroga del blocco dei licenziamenti, antecedentemente annunciata fino al 28 agosto. Ne scaturisce che le aziende da luglio, potranno far ricorso alla Cassa integrazione Covid-19, introdotta dal Governo per essere usata come ammortizzatore sociale specifico per sostenere il reddito dei lavoratori, per ogni caso si sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Le prime misure economiche, per le famiglie e le imprese localizzati nei Comuni della zona rossa, sono state adottate attraverso il Decreto Legge n.9/2020. Con questo si è allargato l’ambito di applicazione della Cassa integrazione (CIG), introducendo una procedura più semplice, al fine di poter accedere al trattamento di integrazione salariale, da parte della quasi totalità delle aziende nei settori più colpiti, durante il primo periodo, dal lookdown.

Successivamente l’estensione della zona rossa sull’intero territorio italiano, ha permesso un analogo ampliamento della tutela dei lavoratori nazionali. Con il Decreto Legge n.18 del 17 marzo 2020 sono stati disciplinati gli accessi alla CIG, che poteva avere la durata di massimo 9 settimane a partire dal 23 febbraio 2020. Le numerose proroghe a seguito, dovute alla protrazione dell’emergenza sanitaria, hanno prolungato il divieto di licenziamento con il Decreto Legge n.104/2020, meglio noto come D.L. Agosto.

A tal proposito, il decreto prevede il versamento di un contributo addizionale da parte delle aziende che intendono usufruire dell’ammortizzatore sociale ma non hanno subito una perdita del fatturato durante il primo semestre 2020.

Blocco licenziamenti –Fonte:laleggepertutti.it

Il provvedimento sebbene tolga alle imprese il veto di licenziare, resta pur sempre attiva la possibilità di poter usufruire della Cassa integrazione gestita dall’INPS (Istituto Nazionale Provvidenza Sociale). L’intervento di quella ordinaria, è finalizzata a supportare ipotesi di crisi aziendali contingenti e di breve durata, che nel suddetto caso, si attua senza che venga apposto il pagamento di addizionali fino al 31 dicembre 2021. Solo per costoro, si allungherà il blocco ai licenziamenti per tutta la durata in cui fruiranno di tale aiuto.

Le critiche mosse contro la proposta del Ministro Orlando

Stop al blocco dei licenziamenti:it.sputniknews.com

La conferenza stampa tenutasi il 20 maggio dopo la dichiarazione del Decreto Legge, ha posto il Ministro del Lavoro Andrea Orlando (PD), a seguito delle sue proposte, nel mirino delle critiche mosse dall’opposizione. In un’intervista de “Il Messaggero” la sottosegretaria al Lavoro, Tiziana Nisini (Lega), ha dichiarato di colpevolizzare il ministro di aver inserito tale rinvio “a sorpresa” rendendo così non vere le regole contenute nel Decreto Sostegni uno, dove si sosteneva il rinvio di 13 settimane al divieto dei licenziamenti, che sarebbe sopraggiunto a scadenza entro fine giugno.

Non sono sfuggite nemmeno le accuse promosse dal Presidenze di Confindustria, Carlo Bonomi, definendo l’azione di Orlando come “un’imboscata” a seguito di “un cambio di metodo inaspettato e inaccettabile”.

Confindustria contro Andrea Orlando –Fonte:huffingtonpost.it

In difesa del Ministro del Lavoro è intervenuto il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, sostenendo che le scelte mosse da Orlando sono spinte da ragioni “chiare e condivisibili”. Il cui scopo è quello di tutelare e permettere alle imprese un’ordinata uscita dal blocco dei licenziamenti, in questa fase delicata che l’economia italiana è costretta a vivere.

L’impatto dello stop al blocco dei licenziamenti

Sebbene la sua approvazione risalga al 20 maggio scorso,  eliminazione di tale proroga è stata annunciata dal Governo lunedì 24 maggio, la cui azione è stata intesa come

“esito di un percorso di approfondimento tecnico svolto sulla base delle proposte del ministro Orlando”

L’impatto di quest’operazione mette a rischio 600 mila posti di lavoro che potrebbero venir meno, senza che la sezione del Decreto Sostegni bis contenga una parte prettamente dedicata che li tuteli. Ciò che scaturisce dal provvedimento altresì si limita ad introdurre misure di stampo assistenzialistico e di politiche passive. Risulta chiaro come queste non metteranno le imprese italiane nelle condizioni di poter promuovere e sostenere l’occupazione. La sola agevolazione concreta promossa, consente uno sgravio contributivo, che copre il 10% del costo del lavoro a carico di un’azienda.

Blocco licenziamenti –Fonte:meteoweek.com

L’analisi effettuata presso il Centro studi di Unimpresa, impegnato nella realizzazione di pubblicazioni editoriali ricerche, iniziative di studio, previsioni di mercato e promozione di osservatori permanenti su temi e realtà socio-economiche, ha pertanto portato alla luce che tutte le risorse del decreto sono effimere e non restituiranno agli imprenditori la possibilità di ripartire per il futuro dal potenziamento delle loro imprese. Ecco che inevitabilmente, dissipati gli irrisori aiuti, questo problema si presenterà più forte di prima.

Giovanna Sgarlata

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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