La variante Delta fa scoppiare rilevanti focolai nel mondo. Le ultime notizie dal mondo

La variante Delta fa salire i contagi in tutto il mondo. Da settimane è al centro dell’attenzione per la sua maggiore contagiosità. Identificata per la prima volta negli Stati Uniti a marzo, è attualmente la più diffusa in India e nel Regno Unito ( con oltre il 90% dei contagi), ma se ne conosce la presenza in almeno 80 Paesi del Mondo. In queste ultime ore sono stati rilevati dei focolai, per i quali le autorità stanno pensando alle misure più idonee per tener sotto controllo la situazione generale.

 

L’Australia sceglie di nuovo la linea più rigida

(fonte: globalist.it)

Al momento è l’Australia a procedere con l’imposizione di misure più stringenti. A Sydney, 128 i casi di coronavirus legati alla variante.  Per questo motivo sono state subito introdotte due settimane di lockdown, in un primo momento solo per quattro distretti, poi per tutta la città. Le nuove regole per i 5 milioni di cittadini saranno in vigore fino al 9 luglio.

Ricordiamo che tutto il Paese ha adottato una linea rigida fin dall’inizio della pandemia, rapide chiusure e distanziamento sociale. Questa scelta si è dimostrata vincente e migliore rispetto a quella adottata in altre parti del mondo: in Australia ci sono, infatti, stati solo 910 decessi e meno di 30 mila casi su una popolazione di 25 milioni di persone.

Ora, la rapida crescita dei numeri ha convinto anche le autorità del Nuovo Galles a procedere con le massime restrizioni possibili.

Uno dei focolai più grandi sarebbe stato individuato in un salone di parrucchiere, frequentato da circa 900 clienti mentre alcuni dipendenti erano infetti. A tutti è stato chiesto di sottoporsi a tampone.

Tra questi «superdiffusori», positivi con un alta carica virale, ci sarebbe anche chi è andato una festa di compleanno di un bambino nello scorso fine settimana, dalla quale sono stati almeno 17 i partecipanti risultati positivi, giovedì sera.

«Anche se non vogliamo imporre oneri a meno che non sia assolutamente necessario, purtroppo questa è una situazione in cui dobbiamo», ha affermato il governatore dello stato del Nuovo Galles Gladys Berejiklian.

A dare la notizia del dilagare della variante Delta nel continente australiano è stata la BBC, dalla quale apprendiamo che i contagi sono cresciuti anche nei Territori del Nord, nel Queensland e nell’Australia occidentale.

Brisbane, Darwin e Perth irrigidiscono le misure. A Darwin, capitale del Territorio del Nord dell’Australia, da ieri è scattato un lockdown di 48 ore, poi prorogato fino a venerdì per il rilevamento di un focolaio in una miniera d’oro, di cui per ora si sa essere 7 i contagi, mentre a Brisbane sono stati imposti dei limiti agli assembramenti nei luoghi pubblici.  

Nella giornata di oggi si terrà un incontro tra i leader dei vari Stati australiani e il premier Scott Morrison per capire meglio cosa fare per tenere sotto controllo la situazione.

In seguito a ciò che sta avvenendo, la Nuova Zelanda ha sospeso la “bolla di viaggio” per l’Australia: dal 19 aprile scorso i viaggiatori provenienti dall’Australia potevano visitare la Nuova Zelanda senza doversi sottoporre a un periodo di quarantena.

Un maxi focolaio per festeggiare la maturità

Esploso un maxi focolaio a Maiorca, a causa di un grosso numero di ragazzi lì sbarcati per festeggiare la maturità. Ben 850 i giovani positivi. Tutti i casi legati sono lievi e per nessuno è stato necessario il ricovero in ospedale. Non è stato rilevato alcun contagiato tra i lavoratori degli alberghi dove hanno soggiornato i giovani risultati positivi. 

Un’immagine degli assembramenti tra i giovani studenti (fonte: ilcorriere.it)

Per questa galeotta settimana dal 12 al 20 giugno, per altri 3mila ragazzi è scattata la quarantena sull’isola. Inoltre, altri 268 studenti spagnoli possono aver avuto contatti diretti o indiretti con i loro coetanei già rincasati e risultati positivi. In 175 sono stati portati al Covid hotel di Maiorca.

Il maggior numero di positivi, dovuti al caso dell’isola, è stato registrato a Madrid, dove il Ministero della Salute ha segnalato circa 250 casi confermati e più di 450 contatti isolati tra partner di giovani risultati positivi.

Nei Paesi Baschi sono stati rilevati circa 50 positivi tra gli studenti. Il bilancio della città di Valencia è di 32 studenti contagiati.

Secondo El Pais, sebbene le Isole Baleari richiedano test molecolari o test antigenici negativi all’ingresso delle isole per i viaggiatori provenienti dalla maggior parte delle regioni autonome, lo stesso non vale per i turisti che provengono da Comunidad Valenciana, Murcia, Galicia, Extremadura, Ceuta e Melilla, esonerati dai controlli. In queste aree i bollettini medici segnalano meno di 50 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi 15 giorni.

(fonte: ilmessagero.it)

Probabilmente tutto ciò si sarebbe potuto evitare. Responsabile del maxi focolaio i mancati controlli. Gli organizzatori degli eventi in programma per i giovani in arrivo sono accusati per mancato rispetto delle misure anti-Covid, pattuite in accordi con le autorità dell’isola, prima dell’arrivo dei giovani, i quali era previsto che stessero seduti, distanziati e con la mascherina durante gli eventi. Ma i video di quei giorni, postati sui social, hanno ritratto una storia diversa: i ragazzi erano accalcati sotto il palco, in piedi, e quasi nessuno indossava la mascherina.

 

Rita Bonaccurso

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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