Fonte: La Repubblica

Netanyahu rieletto: il popolo israeliano non ci sta, continuano le proteste

Siamo giunti ormai alla terza settimana consecutiva in cui il popolo israeliano scende in piazza contro il governo di Benjamin Netanyahu, Primo ministro di Israele dal 29 dicembre 2022 e precedentemente dal 2009 al 2021 e tra il 1996 e il 1999. Da quel giorno, oltre centomila manifestanti hanno riempito le strade di Tel Aviv senza sosta.

Le ragioni della protesta

Le manifestazioni sarebbero nate da un progetto di riforma del sistema giudiziario promosso dall’attuale governo. Riforma che, secondo gli oppositori, metterebbe in pericolo la democrazia del paese.

Alla tanto discussa protesta è intervenuto anche l’ex primo ministro Yair Lapid, ora leader del principale partito di opposizione, Yesh Atid: 

Quella che vedete qui oggi è una manifestazione a sostegno del paese. Persone che amano Israele sono venute qui per difendere la sua democrazia, i suoi tribunali, l’idea di convivenza e di bene comune. Ci sono persone che sono venute a manifestare per uno Stato ebraico democratico secondo i valori della Dichiarazione di Indipendenza. Non ci arrenderemo finché non vinceremo.

Il contenuto della riforma

Nel caso in cui fosse approvata, la riforma della giustizia aumenterà i poteri della Knesset (il Parlamento israeliano), fino a permettere a questo organo di  servirsi di una “clausola di annullamento” per annullare le sentenze della Corte Suprema con una maggioranza semplice di 61 voti (su 120).

Fonte: La Repubblica

Un potere del genere, secondo molti, si presterebbe ad abusi: da parte del governo, perché consentirebbe senza troppi ostacoli di approvare leggi a favore, ad esempio, degli insediamenti, o per favorire ulteriormente le mire espansionistiche israeliane in Cisgiordania; da parte dello stesso Premier Netanyahu, per bloccare eventuali processi a suo carico.

Un altro aspetto che spaventa il popolo  è che, con la riforma, si verificherebbe un indebolimento della magistratura a favore di quello esecutivo detenuto dal Governo. 

Rimosso il Ministro della Salute

Nella giornata di domenica, come chiesto dalla Corte Suprema di Israele, il Primo ministro Netanyahu ha annunciato la rimozione di Arye Dery, leader del partito ultraortodosso Shas, dall’incarico di Ministro dell’Interno e della Salute. Quest’ultimo, è stato processato per evasione fiscale un anno fa, patteggiando con sospensione della pena. 

«Si tratta di una persona che è stata condannata tre volte per reati nel corso della sua vita, che ha violato il suo dovere di servire lealmente e legalmente la collettività mentre ricopriva alte cariche pubbliche», ha dichiarato Esther Hayut, Presidente della Corte Suprema. 

Fonte: La Repubblica

Motivo per cui la Corte ha annullato la nomina con una sentenza che parla di “estrema irragionevolezza” nella scelta di conferirgli il doppio incarico di Ministro della Salute e degli Interni dopo le condanne penali a suo carico.

Non sembra essere d’accordo con questa decisione Netanyahu, il quale si è espresso a riguardo mostrando dispiacere nel rimuovere Arye Dery dal suo incarico, affermando di aver preso questa scelta con  «grande dolore e molta difficoltà». Inoltre, il Premier sembrerebbe voler trovare ad ogni costo, anche per vie legali, un modo affinché il suo alleato continui a collaborare con il governo. 

Federica Lizzio

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