John Landis
John Landis durante la masterclass al sessantanovesimo Taormina Film Festival. @Nando Purrometo

Tao Film Fest 69: John Landis in pochi piccoli sketch

La sessantanovesima edizione del Taormina Film Fest ha riportato sul grande schermo dei pilastri del genere comico internazionale, con tante proiezioni speciali ed ospitando il re della commedia in persona: il regista John Landis!

Molte delle sue pellicole sono tra le più note a livello globale, quali The Blues Brothers ed Il Principe cerca moglie. Tutti gli italiani però sono particolarmente legati ad un suo film, un classico del cinema natalizio, riportato ogni anno su vari canali il giorno della vigilia: stiamo parlando di Una Poltrona per due (Trading Places)!

Con la masterclass tenutasi a Casa Cuseni la quarta giornata del festival abbiamo potuto conoscere più a fondo lo stesso regista. Andiamo a vedere chi è realmente l’uomo dietro la cinepresa!

John Landis
John Landis durante la masterclass. @Nando Purrometo

Gli inizi da mail boy alla 20th Century

La passione per il cinema per John Landis parte fin dall’infanzia: dopo aver visto i suoi primi film, il piccolo Landis di otto anni inizia a contattare grandi registi di Hollywood per chiedere di lavorare con loro: molti gli risposero di sì!

A soli sedici anni inizia a lavorare nella 20th Century come porta lettere, mentendo e dicendo di essere già maggiorenne. È qui che inizia a vederne di belle: tra i pranzi nelle mense con alcuni attori vestiti da scimmie ed altri da drag queen ed esplorazioni segrete dei set western e di navicelle spaziali, la voglia di fare cinema per l’attore non fa che crescere.

Il giovane Landis nel suo lavoro come mail boy aveva anche il compito di rispondere alle tantissime lettere che arrivavano a grandi star come Rachel Welch, diva e sex symbol nel periodo tra gli anni Sessanta e Settanta. Il regista racconta come durante il periodo della guerra in Vietnam ricevette una lettera indirizzata all’attrice dove un soldato, che si era vantato di conoscerla con i suoi compagni, la implorava di mandarle un reggiseno firmato da lei che sarebbe servito come prova per gli amici militari. Il giovane Landis, per non deludere il combattente, ruba un reggiseno dal reparto costumi, lo firma e glielo spedisce. Circa un mese dopo riceve una mail di infiniti ringraziamenti da parte dello stesso soldato!

John Landis
John Landis alla masterclass. @Nando Purrometo

Il viaggio in Jugoslavia per I guerrieri

Dopo un anno e mezzo di lavoro come porta lettere, Landis, ormai realmente maggiorenne, viene contattato da un aiuto regista, Andrew Marton, soprannominato Bundy da Landis. Marton gli offre un lavoro in un film, I guerrieri (Kelly’s Heores), girato a Visinada, una piccola cittadina della Jugoslavia vicina al confine italiano. Bundy promette a Landis un lavoro nel film solo se riuscirà a superare la temibile cortina di ferro e quindi a presentarsi sul set.

Landis spende gran parte dei suoi pochi averi per un biglietto per Londra, credendo che poi da lì alla Jugoslavia la distanza sarebbe stata minima. Dopo una serie di peripezie, viaggi in autostop e aggrappandosi nelle rientranze sotto i treni, il giovane arriva a Visinada, ma illegalmente. A questo punto è costretto ad uscire ed a rientrare nuovamente nel regime comunista. Questa è la prima produzione a cui il regista lavora continuativamente per ben nove mesi.

John Landis
John Landis alla masterclass. @Nando Purrometo

Landis: una serie di grandi successi

Dopo Slock, prima pellicola scritta, diretta ed interpretata da lui stesso, Landis porta sul grande schermo una serie di successi. Primo fra questi Animal House: il film ha avuto il benestare della produzione solo per la presenza di una grande star, in questo caso Donald Sutherland, e diviene il  trampolino di lancio per la breve carriera di John Belushi.

A questo seguono due opere importanti per la crescita artistica di Landis e per la storia del cinema: The Blues Brothers e Un lupo americano mannaro a Londra (An american werewolf in London). Il primo viene considerato dal regista come un grande successo, non tanto per gli incassi, ma perché ha riportato la musica nel cinema. Invece riguardo Un lupo mannaro americano a Londra, Landis afferma di essere particolarmente legato a questo film perché lo sente interamente suo; avendolo finanziato interamente da sé, ha avuto la piena libertà di produrlo come meglio voleva. Diceva a sé stesso “John, can i do it? Yes, I can.

Due cose terribili: il Covid e lo streaming

Two terrible things happened: one was the digital explosion, so now you have streaming, and the other was the pandemic. Together, those really hurt movie theatres. And what’s terrible about that is that people got used to watching movies on a television or a laptop or a smartphone.- John Landis

Da queste parole di Landis emerge una opinione particolarmente negativa dello streaming. È da notare come due registi come Abel Ferrara e lo stesso Landis percepiscano l’avvento delle piattaforme in maniera diametralmente opposta. Mentre per il primo lo streaming è un’opportunità, una rivoluzione (lo afferma nella nostra intervista), per Landis internet è una rovina per il cinema.

Ilaria Denaro

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