Google verso l’auto del futuro

Google (o per meglio dire Alphabet, il nome della società a cui adesso Google e i suoi servizi più noti come YouTube, Hangout, Maps fanno riferimento) è leader nel settore della tecnologia e si proietta al futuro con investimenti mirati alla domotica e di recente anche nel settore automobilistico, con l’intento di creare delle vetture ecosostenibili e senza l’ausilio di un “pilota”.

La sfida della società con sede a Montain View, California, è stata lanciata negli ultimi anni e ha portato allo sviluppo e alla realizzazione di macchine che riescono a girare per le strade della nostra città senza che nessuno realmente le guidi, ma scegliendo semplicemente la meta (e facoltativamente anche il percorso da seguire).

Dopo i primissimi esperimenti con esiti altalenanti, la situazione sicurezza dei passeggeri si è stabilizzata e le performance di guida delle macchine targate Big G sono diventate sempre più prossime alla perfezione, talmente vicine da, paradossalmente, provocare incidenti. E’ successo a Montain View, città legata alla multinazionale, in uno dei tanti incroci trafficati: in ottemperanza al codice della strada, l’auto di Google si è fermata (come bisognerebbe fare) davanti le strisce pedonali per dare la precedenza a un pedone, quando è stata tamponata posteriormente da un’automobilista che non si aspettava un gesto simile. L’eccesso di prudenza si è ritorto contro l’automobilista medio, che ha riportato ferite lievi. Nel rapporto di Google sull’incidente emerge un fatto: l’auto-robot premendo i freni ha ovviamente fatto la cosa giusta, ma forse con una frenata meno brusca in prossimità delle strisce pedonali, dando al conducente dell’auto dietro più tempo per frenare, il conducente della vettura dietro avrebbe avuto dei tempi di reazione migliori.

In ogni caso, come anche Google afferma, è impossibile sapere se ciò avrebbe evitato la collisione, “incriminando” il conducente ferito di scarsa attenzione. La domanda sorge a questo punto spontanea: il mondo degli automobilisti è pronto per condividere un territorio, la strada, spesso simile al “far west”, con automobili guidate da software infallibili? La risposta, visti i 18 incidenti dal 2009 ad oggi occorsi, sembra dare esito positivo alla questione, e anzi dai dati emersi sembra che grazie al propagarsi di queste autovetture “autoguidate” nelle nostre strade gli incidenti tendano a diminuire.

Che sia l’inizio di una nuova era, fatta di precedenze correttamente date nelle rotonde, della fine dei parcheggi in doppia fila, dei clacson utilizzati sono in casi del tutto eccezionali, dei semafori rossi rispettati, degli autovelox inutilizzati e rottamati, delle frecce utilizzate con l’intenzione di segnalare l’ingresso in una strada a sinistra o destra e quindi un cambio di direzione?

Salvo Bertoncini

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