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Terapia di coppia per amanti, certo.

Due adulti sposati (non tra loro) si ritrovano uniti da una passione incontrollabile che “degenera” in amore, dopo 3 anni di relazione clandestina l’attrazione fisica viene soppiantata da una forte intesa, probabilmente anche a causa dei rispettivi matrimoni ormai giunti al loro termine.

Vivo nel rimpianto del tempo presente, nella nostalgia delle cose che potremmo condividere e che invece ci stiamo perdendo. Neanche quando stiamo insieme riesco ad essere felice. Ormai non è più la gioia di stringermi a lui la ragione per cui accetto di vederlo. Quello che chiedo ai nostri incontri è di lenire questo stato di angoscia anche solo per qualche ora, trovare un pò di distensione, di pace. Paradossalmente dimenticare. Ecco: lo vedo per dimenticarlo. Per non pensare più a quanto mi complichi la vita amarlo.”

Viviana è sexy ed elegante. Modesto è ironico e simpatico.

Nessuno dei due ha il coraggio di affrontare i rispettivi coniugi, di prendere quella decisione drastica che cambierà la loro vita, la troppa paura li porta a non sapere quale decisione prendere, ma sono giunti al limite: è necessaria una chiave di svolta. E così entra in gioco lo psicologo, dopo l’idea di Viviana: la terapia di coppia. Per amanti, certo. Anzi … la terapia di coppia può essere per tutti, mica per forza per marito e moglie.

Ovviamente la reazione di Modesto poco conta, d’altronde la decisione è già stata presa unilateralmente.

“-Ci tieni a me? T’interessa come mi sento? L’hai capito che sto male? Non ti sembra il caso di occuparti della mia sofferenza e anche della tua, visto che stiamo insieme?
L’ultimo passaggio, non so se avete notato – quello in cui parlava di occuparsi della sua sofferenza e anche della mia -, era un capolavoro d’intimidazione. La mafia dovrebbe imparare dalle persone innamorate.”

Un romanzo a due voci, quella di lui e quella di lei che si alternano capitolo dopo capitolo, poi l’inusuale terza voce dello psicologo il quale si ritroverà al centro di un conflitto sentimentale drammatico e ridicolo insieme.

Scrivendo d’amore e nello specifico di un amore fra amanti, si corre il rischio di cadere nella banalità, De Silva con intelligente ironia riesce a raccontarci un altro aspetto dell’amore: non deve essere analizzato o pianificato, non bisogna pretenderne l’eternità, bisogna viverlo e lasciare che si prenda il suo spazio.

Insomma, finalmente un libro che fa anche sorridere oltre che riflettere

Perché gli vuoi bene, ai tuoi fallimenti, e ti senti anche una brava persona, quando lo dici

Dal 26 ottobre al cinema, diretto da Alessio Maria Federici, con Ambra Angiolini e Pietro Sermonti.

Serena Votano

di Redazione UniVersoMe

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