“Black Lives Matter”: manifestanti a Bristol abbattono la statua di Edward Colston

Edward Colston è stato un mercante che, nel diciassettesimo secolo, fece fortuna attraverso il traffico di schiavi provenienti dell’Africa occidentale. Il monumento in bronzo di circa 5 metri dedicato a Edward Colston è stato costruito dopo la sua morte, nel 1721, per aver donato tutte le sue ricchezze a vari enti benefici; si ritiene però che abbia trasportato circa 80 mila uomini, donne e bambini dall’Africa all’America tra il 1672 e il 1689, dei quali tuttavia si pensa che almeno 19 mila siano morti durante il viaggio. La sua statua è stata dunque divelta dal piedistallo e trascinata per le strade di Bristol per poi essere gettata nel fiume dai dimostranti antirazzisti a causa delle proteste nate dopo l’uccisione di George Floyd, l’afroamericano soffocato da un agente di polizia a Minneapolis.

Questo però non è il primo caso. Infatti, durante questo particolare periodo dove un po’ in tutto il mondo si stanno organizzando manifestazioni per combattere le discriminazioni razziali con modi più o meno pacifici, varie opere sono state imbrattate o abbattute.

Alla manifestazione hanno partecipato circa 10 mila persone. In un video diffuso sui social si può vedere tutta la sequenza dell’abbattimento: l’imbragatura della statua di bronzo, la caduta, e la folla che si accanisce sul monumento, prendendolo a calci, imbrattandolo e facendolo rotolare per la strada.

A tal proposito, il ministro della giustizia Kit Malthouse ha chiesto che i responsabili siano perseguiti. Ma il sindaco di Bristol Marvin Rees ha detto alla BBC che, pur non perdonando il danno, non ha provato alcun senso di perdita per la statua.

Non potrei mai fingere che la statua di uno schiavista nel cuore di Bristol, la città in cui sono cresciuto, una persona che potrebbe essere stato il proprietario di uno dei miei avi, non sia un affronto personale per me”, ha detto il ministro di origini giamaicane.

La polizia di Bristol ha poi spiegato di non essere intervenuta per una scelta tattica, con l’obiettivo di evitare di alimentare gli animi.

Se sono dispiaciuto per il fatto che la gente ha danneggiato una delle nostre statue, ne comprendo i motivi, è molto simbolica” ha detto alla BBC il capo della polizia locale Andy Bennet.

Il premier inglese Boris Johnson ha affermato che le manifestazioni contro il razzismo sono state “sovvertite dai criminali” disapprovando il fatto e anche gli atti vandalici compiuti sulla statua di Churchill a Londra. Questi episodi hanno riacceso il dibattito sull’eredità dei capitoli più oscuri della storia della Gran Bretagna. Le statue di figure chiave del passato imperialista britannico sono state oggetto di controversie negli ultimi anni, tra chi sostiene che rispecchino il passato e chi afferma che glorificano il razzismo.

Sull’onda delle proteste interviene anche il famosissimo street artist britannico Bansky, fortemente toccato dall’argomento in quanto natìo di Bristol. Secondo l’artista lasciare il piedistallo vuoto sarebbe inopportuno, infatti la sua idea è quella di tirare fuori dall’acqua la statua, rimetterla sul piedistallo, avvolgerle un cavo attorno al collo e far costruire alcune statue di bronzo, a grandezza naturale, di manifestanti nell’atto di tirarlo giù.

Piero Cento

 

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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