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#OttobreRosa: i numeri e la prevenzione del cancro al seno

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e noi di UniversoMe vogliamo dare il nostro contributo. Rappresenta il 30% delle diagnosi di neoplasia nella donna ma, nonostante resti ad oggi un grande nemico, può essere diagnosticato precocemente attraverso attente valutazioni e metodiche di screening e curato.

Iniziamo dai numeri

Sfogliamo insieme il volume “I numeri del cancro in Italia 2020”, redatto dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in collaborazione con altre associazioni. Si stima che nel 2020 saranno diagnosticati circa 54.976 nuovi casi di tumore della mammella femminile, su un totale di 181.857.
Questi così distribuiti per fasce d’età: il 41% tra 0 e 49 anni, il 35% tra 50 e 69, mentre sopra i 70 anni la percentuale scende al 22%.

Nel 2017, secondo l’ISTAT, rappresentava il 16,1% dei decessi per tumore nel sesso femminile: la prima causa di mortalità per tumore nella donna (la terza considerando la popolazione generale).

Sempre rifacendoci a dati AIOM, la sopravvivenza delle pazienti con cancro della mammella in Italia è dell’87% a 5 anni e dell’80% a 10 anni dalla diagnosi. Rispetto al 2015, da questo punto di vista, siamo in miglioramento, sia per il progresso delle terapie (continuate a seguirci se siete curiosi a riguardo), sia per la diffusione di programmi che permettono una diagnosi precoce.

Guardando alla realtà locale, l’Atlante tumori della regione Sicilia ha registrato nel periodo fra il 2003 ed il 2011 un numero medio annuale di nuove diagnosi di cancro al seno di 403,4 in provincia di Messina, il 13,3% della Regione. Nell’immagine sotto possiamo vedere i tassi standardizzati diretti della patologia nei vari distretti della regione.

Chi ha un rischio più elevato?

Guardiamo in primis allo stile di vita. Dieta corretta, giusta attività fisica, moderato consumo di alcolici e astensione dal fumo rappresentano i pilastri di una vita sana.

Bisogna considerare fattori endocrino-riproduttivi in quanto la ghiandola mammaria è un tessuto sensibile agli ormoni sessuali (soprattutto estrogeni e progesterone). Menarca precoce, menopausa tardiva, assenza di gravidanze sono condizioni che prolungano l’esposizione agli ormoni, quindi aumentano il rischio di carcinoma.

L’aver avuto precedenti displasie o neoplasie mammarie espone la donna alla possibilità di una recidiva. Così come l’essersi sottoposta a radioterapia toracica, soprattutto se prima di 30 anni, magari per altre patologie, accresce il pericolo di cancro del seno.

Infine la variabile ereditaria. Riferendoci ai numeri forniti dall’AIOM, il 5-7% delle neoplasie mammarie ha basi genetiche. Di questi, 1/4 sono legati a mutazioni dei geni oncosoppressori BRCA-1 e BRCA-2. Tali geni codificano per proteine coinvolte nei meccanismi di riparazione dei danni a doppia elica del DNA. Quando mutati viene a mancare un controllo sui meccanismi di replicazione cellulare.

Screening in Italia

In Italia il ministero della salute offre alle donne di età compresa tra 50 e 69 anni lo screening gratuito attraverso l’esecuzione di una mammografia ogni due anni. Si tratta di un esame radiologico che individua anche lesioni di piccole dimensioni, quali microcalcificazioni.

Esecuzione di una mammografia

Ha, tuttavia, un limite: è poco adatta nelle giovani in quanto riesce a discriminare meglio delle alterazioni nel parenchima adiposo. Quindi sotto i 40 anni si preferisce effettuare un’ecografia che, oltre a non esporre a radiazioni, ha il vantaggio di una migliore specificità in un parenchima a maggiore componente ghiandolare.

Come ha inciso il lockdown in questo settore?

Nei mesi di chiusura da una parte la paura di contrarre il virus recandosi in ospedale, dall’altra la riduzione dei normali controlli da parte dei nosocomi, hanno portato ad una riduzione di tutti gli screening oncologici. Esaminando il confronto effettuato dall’osservatorio nazionale screening nei primi 5 mesi del 2020 in Italia si è accumulato un ritardo del 53,8% rispetto allo stesso periodo del 2019 per lo screening mammografico. La Sicilia si attesta poco sopra la media nazionale, al 55,7% con 5754 esami e 78 diagnosi di cancro mammario in meno.

L’autoesame del seno: poche semplici manovre da imparare

Prima fase è l’ispezione, svolta davanti allo specchio. Bisogna osservare le mammelle prima con le mani distese ai fianchi e poi appoggiandole al bacino e contraendo i muscoli pettorali. Obiettivo è analizzare forma, colore e dimensioni, considerando piccole alterazioni di volume fisiologiche. La stessa osservazione va ripetuta di profilo con le braccia alzate, mettendo in evidenza il cavo ascellare, sede privilegiata delle metastasi linfonodali da carcinoma mammario.

Passiamo alla palpazione vera e propria. Ci si sdraia, ponendo un cuscino sotto la spalla sinistra e la mano sinistra sotto la nuca.

A questo punto con le dita della mano destra posta a piatto si inizia a palpare il seno sinistro, compiendo dei movimenti circolari in senso orario con pressione crescente. In questo modo possiamo identificare eventuali nodularità o indurimenti del parenchima.

Successivamente si eseguono dei movimenti in direzione radiale, dall’esterno verso il capezzolo, e poi dal basso verso l’alto.

Importantissima è la palpazione del cavo ascellare per individuare eventuali linfonodi aumentati di volume, di consistenza alterata (dura-lignea). Infine, stringendo il capezzolo tra due dita, verificare la presenza di secrezione.

Ripetere ovviamente le stesse manovre per il seno controlaterale. Queste semplici manovre possono essere effettuate anche sotto la doccia. Qualora notaste delle anomalie e/o differenze con la precedente autopalpazione, contattate il vostro medico di fiducia.

Antonio Mandolfo

 

Bibliografia:

https://www.epicentro.iss.it/tumori/pdf/ASS%20SALUTE_Atlante%20Tumori%202016.pdf

https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/09/2019_Numeri_Cancro-operatori-web.pdf

https://www.epicentro.iss.it/tumori/pdf/2020_Numeri_Cancro-pazienti-web.pdf

https://www.osservatorionazionalescreening.it

https://liltbolzano.blog

 

 

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