Terremoto in Siria e Turchia: oltre 11000 i morti

Veduta aerea Fonte :AGI

Nella notte tra domenica e lunedì, intorno alle ore 2:17 italiane, si è verificato un forte terremoto ha colpito la Turchia meridionale, nella provincia di Gaziantep, una zona altamente sismica, e il confine con la Siria.

É stato il più grande disastro registrato nel Paese dal 1939 “sono queste le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Due le scosse maggiori , la prima con magnitudo 7.8 e la seconda di 6.7, seguite poi da  ben 120 di assestamento. Il sisma ha avuto un ipocentro a 7 km di profondità ed è stato sentito nelle 10 province meridionali del paese, nonché in Libano e a Cipro. Il bilancio delle vittime è in continuo aggiornamento, e dopo due giorni, si stimano esservi stati 11200 morti e trentamila feriti. Inoltre il governo turco ha segnalato il crollo di ben  2.824 edifici.  Virale il video di uno stabile che crolla diverse ore dopo la scossa.

Le immagini che ci arrivano mostrano uno scenario a dir poco catastrofico : gente che fugge per trovare un riparo, abitazioni rase al suolo che non fanno che aumentare l’apprensione per coloro che ancora, dopo giorni, si trovano intrappolati sotto le macerie. Foto e video hanno fatto il giro del mondo, innescando una mobilitazione internazionale significativa. Sono tanti i Paesi che hanno offerto assistenza e aiuto al popolo turcho e siriano.

 

Aiuti internazionali: quali sono i paesi mobilitati

A mostrare il proprio supporto vi è stata anche l’ Italia, che tramite il ministero italiano della Difesa ha fatto sapere che è stato predisposto “un velivolo P180 dell’Aeronautica Militare che è in partenza con la prima aliquota avanzata di personale specializzato della Protezione Civile. Seguiranno ulteriori voli con C130 per trasportare mezzi, materiale e personale tra cui anche personale sanitario”. Biden che tramite un tweet comunica “Sono profondamente rattristato dalla devastazione causata dal terremoto in Turchia e in Siria. Ho detto alla mia squadra di continuare a monitorare la situazione, coordinarsi con la Turchia e fornire tutta l’assistenza necessaria”.

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso su Twitter le sue condoglianze alle vittime del terremoto cha ha colpito nella notte il sud della Turchia ed ha offerto assistenza. “Siamo al fianco del popolo turco in questo momento difficile. Siamo pronti a fornire l’assistenza necessaria per superare le conseguenze del disastro”. Non da meno il presidente russo Vladimir Putin che  ha dichiarato che Mosca è pronta a fornire tutto il sostegno e si dice vicino al popolo colpito.  Ugualmente pronti a offrire attrezzature e forniture mediche sono state la Germania e il Messico. Solidarietà al popolo turco anche dalla Gran Bretagna , dalla Francia e dall’Azerbaigian.

Vari Paesi dei Balcani occidentali hanno annunciato la propria disponibilità e cooperazione.  La Serbia ha assicurato una squadra di 21 uomini specializzata nel salvataggio di persone sepolte sotto le macerie. Un gruppo di 40 soccorritori, con dieci cani da ricerca, partirà dalla Croazia, mentre saranno una cinquantina i soccorritori annunciati dalla Bosnia-Erzegovina. Il Montenegro invierà un gruppo di vigili del fuoco di varie città, in particolare da Kotolr , che è gemellata con Gaziantep, la località turca compresa nella regione maggiormente colpita dal sisma. Anche il governo brasiliano ha annunciato che manderà aiuti umanitari in Turchia e Siria.

Le parole del presidente Erdogan

In un incontro con la protezione civile turca, il presidente, ha espresso dolore e cordoglio per le vittime dicendo:

“La stagione è l’inverno, il clima è freddo e il terremoto è avvenuto nel cuore della notte, rendendo le cose difficili, ma tutti stanno lavorando sodo e hanno reagito nel modo più veloce possibile. Spero che ci lasceremo alle spalle questi giorni disastrosi. Oggi è il giorno di 85 milioni di cuori in un solo battito”

Inoltre ha proclamato 7 giorni di lutto nazionale nel Paese. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Anadolu, secondo cui le bandiere saranno esposte a mezz’asta in Turchia e nelle sedi delle rappresentanze straniere fino a domenica 12 febbraio. Anche le scuole rimarranno chiuse e le competizioni sportive sono sospese fino a nuovo avviso.

Le testimonianze dei sopravvissuti

Fonte : Chronist

Una volta in strada, abbiamo visto decine di famiglie in preda a terrore e shock. Alcuni cadevano in ginocchio piangendo o pregando, come se fosse il Giorno del Giudizio. E’ molto più difficile di cannonate e pallottole. Non ho mai avuto questa sensazione nemmeno nei lunghi anni della guerra” sono le parole di un siriano fuggito dal proprio appartamento.

Gökce Bay , dell’ospedale di Gaziantep, che ha subito un trapianto di rene domenica, ha raccontato alla Bbc: “Ero al secondo piano dell’ospedale quando è iniziato il terremoto. Non ricordo nemmeno come ho tolto la flebo dal mio braccio per fuggire. Tutti si sono aggrappati l’un l’altro per aiutarsi, pensavamo che non ce l’avremmo fatta e saremmo morti. Quando siamo arrivati in strada, tutti abbiamo iniziato a piangere”. 

“Dormivamo profondamente quando abbiamo sentito un terremoto pazzesco. Mi sono svegliato e con i miei bambini e mia moglie sono uscito dalla porta di casa. Un attimo dopo che ho aperto la porta l’intero edificio è venuto giù. Le mura ci sono cadute addosso, ma mio figlio è riuscito a uscire. I nostri vicini sono tutti morti, ma la mia famiglia si è salvata” sono le parole di un superstite che racconta di quanto abbia urlato prima che i soccorsi lo trovassero sotto le macerie.

Distrutto anche il Castello di Gaziantep, patrimonio mondiale dell’Unesco

Prima e dopo il terremoto, Fonte: il Riformista

Anche la fortezza edificata tra il II e il III secolo dopo Cristo è stata danneggiata dal violento terremoto. Monumento antichissimo che, nonostante i suoi quasi duemila anni di esistenza, ha perso dinanzi alla furia di Madre Natura.  La prima costruzione, infatti, risale addirittura agli ittiti che edificarono un osservatorio militare migliaia di anni fa, ma la vera fortezza venne poi costruita dai romani. E nel sesto secolo subì ulteriori ampliamenti sotto l’imperatore Giustiniano che fece erigere 36 torri a difesa di un bastione circolare con una circonferenza di circa 1200 metri. A crollare proprio diversi bastioni sul fianco est ed ovest e delle porzioni del muro di protezione riversatesi in strada.

  Serena Previti

di Redazione Attualità

Rubrica di long form journalism; approfondimento a portata di studente sulle questioni sociali, politiche ed economiche dall’Italia e dal mondo.

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