Quoque tu, Pino?

pinomUn 4 maggio particolare, quello appena trascorso. Tanto da far passare quasi inosservati l’anniversario della scomparsa del Grande Torino (Superga 1949, ndr) e l’annuncio dell’addio al calcio di Luca Toni. Sì, perché la notizia che è balzata agli onori della cronaca è quella che ha visto Pino Maniaci notificato del divieto di dimora tra Palermo e Trapani con un capo d’accusa piuttosto pesante ed inatteso: estorsione.

Chi però segue da sempre il giornalista di TeleJato avrà stropicciato diverse volte gli occhi davanti allo schermo, prima di ripetere tra sé e sé “Sarà un complotto…”, sorte diversa invece per chi ha deciso di vestire i panni di giustizialista dopo appena qualche minuto dalle indiscrezioni emerse.

La cosa che lascia stupiti è il materiale d’accusa: infatti sono state diffuse intercettazioni ambientali direttamente dalla stanza del Sindaco di Borgetto, Gioacchino De Luca, ripreso a consegnare soldi apparentemente estorti dal giornalista. Dopo esser venuta a conoscenza dell’accaduto, datato Giugno 2014, la Procura di Palermo ha deciso di mettere sotto controllo il telefono di Maniaci. In queste intercettazioni però, si sente qualcosa di assurdo: Pino afferma di sapere che l’impiccagione dei propri cani, così come la propria macchina data alle fiamme, non sono opera di Cosa Nostra ma del marito della sua presunta amante, e che lui stesso avrebbe strumentalizzato l’accaduto. E ancora, epiteti offensivi nei confronti del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che lo aveva chiamato per esprimergli piena solidarietà ed appoggio nella sua costante lotta alla mafia.
Non solo, dalle intercettazioni emerge una smania di onnipotenza per la propria posizione, atteggiamento che chiunque lo segua da anni non può riconoscere né accettare.

I capi d’accusa imputati a Pino Maniaci sono ben quattro, sotto la voce “estorsione”: l’obbligo imposto all’assessore di Borgetto, Gioacchino Polizzi, di pagare 2000 magliette antimafia, e tre mesi d’affitto, mentre il Sindaco di Borgetto avrebbe pagato 600 euro per zittire Maniaci. Il primo cittadino di Partinico invece assunse al comune la presunta amante del direttore di Telejato, per poi pagare 250 euro a fine contratto, e continuare a farla lavorare in nero.
Il Direttore di TeleJato, mentre l’opinione pubblica si scateneva, ha dovuto mantenere due giorni di silenzio prima di poter parlare con il Magistrato, da cui è stato sentito per tre ore. Dopo, è arrivato il momento della conferenza stampa.
Dalla conferenza, svolta al fianco del proprio Avvocato, Antonio Ingroia, emerge un Pino Maniaci piuttosto nervoso ed amareggiato per essere stato messo al centro di una storia che, a suo dire, ha dell’incredibile.

Sicuro di non aver estorto i soldi ai Sindaci di Borgetto e Partinico per un trattamento morbido nel proprio telegiornale, ma che i soldi servissero per la pubblicità, Pino Maniaci ha messo a disposizione della Magistratura ben tre anni di materiale di TeleJato per poter verificare che la linea nei confronti dei primi cittadini dei due comuni è stata senza esclusione di colpi.

Per quanto riguarda invece le intercettazioni in cui si vantava del proprio potere, e della strumentalizzazione dell’impiccagione dei cani e della propria macchina data alle fiamme, dice: “La vicenda dei cani ancora mi brucia. Li adoravo e per me, a distanza di anni, sono una ferita aperta. La mia denuncia è stata contro ignoti, perché in quel momento noi avevamo sotto mano delle inchieste particolari: una sul traffico di droga a Partinico e l’altra sulle misure di prevenzione. L’arma dei carabinieri di Partinico non mi ama particolarmente, sul luogo in cui sono stati straziati Billy e Cherie non è mai stato fatto nessun sopralluogo da parte loro. Io credo ancora nei tribunali, nella giustizia, nel giudice terzo e nella lealtà di un magistrato, così come credo nell’istituzione Arma dei carabinieri, ma anche lì può esserci qualche mela marcia. Ho cercato di fare sentire in colpa una persona per avere un ritorno personale. Se avessi voluto fare il deputato l’avrei fatto ai tempi, quando mi è stato proposto. Se poi voglio farmi bello anche sulla potenza sessuale, nel privato, posso dire tutto quello che voglio, ma sono minchiate. Solo ed esclusivamente minchiate. Io non so se i cani li ha uccisi la persona che ho nominato, volevo farmi bello. È un reato mentire a una donna? Sono disponibile a dare tre anni di telegiornali per andare alla ricerca di un solo servizio in cui abbiamo abbassato la guardia nei confronti del Sindaco di Borgetto o di Partinico.
La signora con la quale parlavo già lavorava in Comune con un contratto di servizio civico. Mi ha chiesto se potevo cortesemente parlare con il sindaco perché ha delle gravi difficoltà economiche. Ha una bambina portatrice di handicap che deve portare a Palermo a fare fisioterapia e un marito tossico, alcolizzato, violento. La possibilità di avere questi dieci euro al giorno per portare la figlia a Palermo a curarsi non è stata imposta con un’intimidazione. Anche qualcuno dei presenti dovrebbe sapere che io, quando rispondo al telefono, a volte sono anche scoffato, violento. È il mio modo di essere. “Ti vegnu a futtu 50 euro” significa “Ti sto venendo a chiedere 50 euro”, perché alla signora non erano state date e sono andate a chiederle io. Chi mi conosce sa che parlo così. Nessuna estorsione, ho semplicemente voluto aiutare una persona in difficoltà”.
UniVersoMe ha chiesto la propria a due personaggi di grande rilevanza nel giornalismo messinese: il giornalista della “Gazzetta del Sud” Nuccio Anselmo e il Direttore de “Il Carrettino delle idee” Placido Dino Sturiale.

“Se dovesse essere dimostrato che le cose stanno così, la vicenda Maniaci lascerebbe sconcertati e delusi. Io facevo parte del Consiglio dell’Ordine che gli diede il tesserino da pubblicista a Palermo, proprio confidando nel fatto che lui avrebbe onorato quel tesserino. Se le informazioni che vengono dall’inchiesta dovessero essere vere, significa che il tesserino, che per ogni giornalista è sacro, è stato disonorato da Pino che dovrebbe restituirlo, così come i premi giornalistici che gli sono stati concessi, come ha ben detto Claudio Fava”. Così Nuccio Anselmo sulla controversa vicenda.

Sturiale ha invece dichiarato che: “Pinuzzo Maniaci è il personaggio più controverso del mondo. Facciamo fede alle dichiarazioni di oggi di Vincenzo Vasile, che si oppose fermamente alla concessione del tesserino per Pino. Con questo non voglio etichettare Pino, perché non esiste, è sbagliato. È un personaggio sciolto da vincoli. L’operazione fatta adesso a mio parere è un’operazione mediatica ben preparata e congeniata per attaccarlo ed eliminarlo. Dall’altra parte lui ci ha messo del suo, non voglio parlare della presunta estorsione di cui si occuperà la Magistratura, però lui ha ammesso il fatto dei cani, non dicendo la verità. La verità deve essere sempre il tuo Maestro. Ciò non toglie le grandi battaglie che ha condotto anche a rischio della propria vita, però è triste che non abbia seguito la verità”.

In un momento così triste e sconvolgente le opinioni si dividono, e senz’altro il pensiero va a tutti i ragazzi che sono stati istruiti alla lotta contro la mafia da Pino Maniaci, a tutti quei giovani che hanno creduto, e credono, di poter davvero cambiare le cose.

Infine, è giusto che la Magistratura faccia il proprio corso senza giustizialismi né giustificazioni, ma tutti noi, increduli, ci chiediamo: “Quoque tu Pino?”.

Alessio Micalizzi

di Alessio Micalizzi

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