Aspetto e intanto…voto Pannella e canto

“Sembra che aboliranno il proibizionismo. Cosa farà?”
“Andrò a bere un bicchiere!”.
Recitava così una delle scene de “Gli Intoccabili”, quasi trent’anni fa.
Benvenuti nel Paese del proibizionismo, della facciata, degli sprechi, della menzogna, della cattiva informazione. Benvenuti in Italia, signori miei.
25 luglio, una data come un’altra. Un po’ meno per chi ha fatto di una semplice idea una proposta di legge, rendendo un tabù l’argomento del giorno, e provando a fare la storia di uno dei paesi più introversi (e controversi, ovviamente) del Mondo.
Si chiama Benedetto della Vedova, ex radicale appartenente al gruppo misto, sottosegretario agli Esteri.
Alla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis hanno aderito circa 220 parlamentari appartenenti alle più disparate forze politiche: circa 90 direttamente dal Pd, mentre non sono mancati esponenti di Sinistra Italiana, M5S, di Forza Italia, Gal, Scelta Civica, Socialisti ed altri del Gruppo Misto.
Osserviamo, però, i punti salienti della proposta:
Consumo e detenzione: i maggiorenni potranno detenere fino a 15 grammi di marijuana in casa, mentre al di fuori dell’abitazione potranno essere detenuti un massimo di 5 grammi. L’uso sarà consentito solo ed esclusivamente ai maggiorenni e la detenzione per i minorenni sarà punita con le attuali leggi sulla droga;
Coltivazione: sarà possibile coltivare la marijuana a casa, fino ad un massimo di 5 piante per appartamento. Ovviamente, non sarà possibile venderla;

Luoghi pubblici: non sarà possibile consumare hashish né marijuana in “luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati. Sarà possibile fumare solo in spazi privati, sia al chiuso, che all’aperto”;
Guida: previste le medesime leggi che riguardano l’alcol alla guida;
Cannabis social club: si potranno costituire dei gruppi per la coltivazione della cannabis in forma di associazione, ma l’associazione in questione non potrà avere fini di lucro. Questi club saranno costruiti sul modello spagnolo e prevedono un massimo di 50 associati, che potranno coltivare fino a 5 piante ciascuno. Dell’associazione potranno far parte solo i maggiorenni residenti in Italia e la coltivazione potrà avvenire trascorsi i 30 giorni dalla comunicazione all’ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio;
Cannabis terapeutica: dall’entrata in vigore della legge sarà lecito, e molto più semplice, potersi curare con la marijuana;
Destinazione delle risorse finanziarie: Il 5% dei proventi della legalizzazione saranno destinati a finanziare progetti del Fondo nazionale per la lotta alla droga.
Dal 15 luglio 2015 al 25 luglio 2016: c’è voluto poco più di un anno per poter vedere approdare in Parlamento la discussione, e la successiva votazione.
In realtà però la votazione potrebbe non effettuarsi nella giornata di domani, visto il forte ostruzionismo operato dalle diverse forze politiche: quasi 2000 gli emendamenti, (ben 1300 operati da Area Popolare, guidata dalla strenua resistenza di Alfano), che intendono annullare diversi articoli della proposta di legge, fino ad eliminarla. Fortemente contrarie anche le posizioni di Lega Nord e Fratelli d’Italia.
Con ogni probabilità infatti la votazione slitterà a settembre, situazione analoga a quella delle Unioni Civili: al tempo vi furono circa 6000 emendamenti.

Intanto diversi personaggi hanno già detto la loro in merito, fortissima l’opposizione del Ministro alla Sanità, Beatrice Lorenzin: “Noi diciamo no e questa deve essere l’occasione per mettere al centro dell’agenda italiana la lotta alle dipendenze: alcol, droga, gioco. Non possiamo parlare dei giovani e poi abbandonarli, alcol e droga sono una piaga in questo momento”.
Dall’altra parte, parla Roberto Saviano: “La repressione ha fallito. È tempo che Parlamento e politici italiani prendano posizione a favore di questa legge e lo facciano con fermezza. Basta con le questioni di principio: è con i dati alla mano che bisogna lavorare per indebolire le mafie. I 1.300 emendamenti presentati da Area popolare e il silenzio, su questo, del presidente del consiglio dimostrano, ancora una volta, come la politica non riesca a liberarsi da quella zavorra che ha un nome preciso: e si chiama ricerca del consenso”.

Farlo, sì, ma attuando una vera e propria rivoluzione culturale: già in Uruguay, Colorado e tanti altri Stati del Mondo il consumo, in seguito alla depenalizzazione, è diminuito sensibilmente.
Ad ogni modo, il dibattito continua ad impazzare sui social, per le strade, sui giornali.
Si è presentata un’occasione importantissima: poter finalmente togliere le droghe leggere dalle strade, vietarne l’accesso ai minorenni, diminuire la criminalità, togliere alla mafia i maggiori introiti con cui finanzia le proprie opere criminali.
Non solo: ogni anno una quantità spropositata di soldi, energie, risorse umane (in termini di forze dell’ordine), vengono impiegate per combattere le droghe leggere. Soldi, energie e risorse umane che potrebbero essere investite in qualcosa di più utile. Non so: lotta alla mafia? Sembra troppo facile così: magari chiedetelo ad Alfano che con il suo impeccabile operato ha già debellato la piaga mafiosa. Per maggiori informazioni, consultare i suoi tweet.
Vi sono tanti pro, tanti contro: i Paesi Bassi ci hanno dimostrato più di tutti che il modello, sulla base di 16 milioni di abitanti, è vincente.
Ricollegandoci all’incipit del pezzo, chissà che una volta finito il proibizionismo, saranno proprio coloro i quali erano contrari a “farsi un bicchiere”?

Alessio Micalizzi

di Alessio Micalizzi

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