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Il secondo tragico Fantozzi

Paolo Villaggio con amara ironia, attraverso il ragionier Fantozzi racconta l’italiano medio.
Voto UvM: 4/5

 

 

 

 

 

Film comico del 1976, “Il secondo tragico Fantozzi” è il secondo degli episodi dell’intera saga dedicata al ragionier Ugo Fantozzi tratta dagli scritti dello stesso interprete Paolo Villaggio e diretto da Luciano Salce.

Come nel primo episodio, rivediamo qui il ragionier Fantozzi (personaggio creato e interpretato eccellentemente da Villaggio) affrontare le angherie e le vessazioni dei vertici aziendali avallate dai suoi stessi pusillanimi colleghi, quali il noto geometra Calboni e la signorina Silvani del quale Fantozzi è perdutamente innamorato.

La pellicola presenta un’escalation di situazioni differenti tra di loro che ritraggono la quotidianità media del ragioniere accomunate però tutte dalla “sfiga fantozziana” che non abbandona il nostro personaggio e lo porta ancor di più ad essere vittima della sua stessa esistenza dominata dai soprusi e da un’inettitudine all’interno delle relazioni sociali e familiari.

Un’inettitudine che però Fantozzi sconfigge in minima parte quando davanti ai suoi colleghi e al professor Guidobaldo Maria Riccardelli, ovvero un dirigente appassionato di cinema d’élite che costringe ogni sabato i suoi sottoposti a visionare la pellicola “La Corazzata Kotiomkin”, al momento di esprimere il suo parere riguardo al film affermerà di ritenerlo “una boiata pazzesca”, trainando così l’entusiasmo dei colleghi che prima lo umiliavano, il tutto racchiuso in una scena che è divenuta una delle più celebri del cinema italiano.

 

Ilenia Rocca

di Recensioni

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