Cancro: è possibile prevederne l’insorgenza?

Ogni giorno, in Italia, ammontano a circa 1.000 i nuovi casi di cancro. I dati forniti dall’AIRTUM e messi a disposizione dall’AIRC parlano dell’insorgenza di circa 377.000 nuove diagnosi annuali di tumore. Inoltre, i decessi dovuti a tumori maligni sono stati, secondo l’ISTAT, quasi 180.085 nell’anno 2017 (100.123 fra gli uomini e 79.962 fra le donne). La statistica è però contrastata da una mortalità per tumore  in diminuzione in entrambi i sessi, grazie alla prevenzione, alla diagnosi precoce e ad una terapia che mira ad essere quanto più personalizzata possibile.

E’ possibile prevedere l’insorgenza del cancro?

Se da un lato il 30-50% dei tumori può essere prevenuto con comportamenti più salubri, come smettere di fumare, alimentarsi in modo sano ed equilibrato e sottoponendosi con regolarità a visite ed esami di screening, lo stesso non si può dire sulla previsione. In altre parole è molto più facile ridurre la probabilità di insorgenza piuttosto che prevederla. Ma come mai risulta ancora difficoltoso prevedere l’insorgenza di un tumore?

Fattori di rischio e insorgenza di cancro

Un fattore di rischio è tutto ciò che può portare allo sviluppo del cancro. Come per molte altre patologie, i fattori di rischio si distinguono in modificabili e non modificabili. I primi sono sicuramente più rinomati e correlati alle abitudini e all’ambiente, tra i più comuni troviamo il fumo di sigaretta, l’alcol e un eccessivo BMI. I secondi invece racchiudono patrimonio genetico, sesso ed età. Conoscendo i fattori di rischio è possibile prevedere l’insorgenza del cancro? Sì, ma solo in parte. La componente genetica e l’età di insorgenza fanno del cancro una patologia ancora troppo eterogenea per essere definita al 100% prevedibile.

Il cancro è una malattia genetica?

Nel corso della vita, le nostre cellule accumulano mutazioni genetiche casuali dovute ad errori durante la replicazione del DNA. La comparsa di queste mutazioni incrementa il rischio relativo di sviluppo di un tumore rispetto al rischio di base di chi non le ha. Per questo, più che di ereditarietà, conviene parlare di predisposizione genetica allo sviluppo della malattia. Tra le più comuni alterazioni genetiche, troviamo i geni BRCA1 e BRCA2, che aumentano il rischio di tumore al seno, all’ovaio e di tumore del pancreas in entrambi i sessi. Le mutazioni del gene APC possono provocare la poliposi adenomatosa familiare (FAP), che si manifesta con la genesi nell’intestino, fin dalla giovane età, di centinaia o addirittura migliaia di polipi, che con il passare del tempo tendono a diventare neoplastici. Altre sindromi, che vanno sotto la sigla MEN, sono caratterizzate dall’insorgenza di numerosi tumori benigni e maligni in vari tessuti ghiandolari endocrini.

Età: un possibile fattore predittivo?

Quando inizia ad insorgere un cancro? Secondo un recente studio della Harvard Medical School e del Dana-Faber Cancer Institute la mutazione originaria potrebbe apparire anche 40 anni prima. E’ davvero possibile prevedere mutazioni che insorgono con una tale precocità? I risultati, pubblicati nel numero del 4 marzo sulla rivista Cell Stem Cell, danno adito al fatto che i tumori si sviluppino lentamente per lunghi periodi di tempo prima di manifestarsi. Questi risultati potrebbero aprire le porte ad un miglioramento della diagnosi precoce, ma anche avere un certo valore predittivo.

Cell Stem Cell, uno studio innovativo!

Per individuare le origini del cancro di un individuo, l’equipe scientifica guidata da Hormoz ha raccolto cellule staminali del midollo osseo da due pazienti con neoplasie mieloproliferative guidate dalla mutazione JAK2. L’obiettivo era risalire alla storia evolutiva delle cellule neoplastiche, trovando quel precursore comune che ha sviluppato la prima mutazione. Valutando la velocità con cui insorgono le mutazioni, si è potuto stimare quando si è verificata per la prima volta la mutazione JAK2. In un paziente a cui è stata diagnosticata la neoplasia per la prima volta all’età di 63 anni, il team ha scoperto che la mutazione è sorta circa 44 anni prima, all’età di 19 anni. In un altro paziente diagnosticato all’età di 34 anni, è comparsa all’età di 9 anni. Dallo studio di Hormoz si evince come l’idea che il cancro impiegasse molto tempo per diventare malattia manifesta sia effettivamente concreta.

Quanto rapidamente cresce un tumore?

Un tumore si moltiplica seguendo una crescita esponenziale. Per raddoppiare le sue dimensioni impiega circa 2/3 mesi e affinché da una singola cellula la crescita di un tumore raggiunga la dimensione di un 1 cm di diametro sono necessari 30 tempi di raddoppio (1 cm è il limite minimo perché un tumore si possa identificare clinicamente). Inoltre, alcuni tra i big killer più comuni godono di tempi di raddoppio molto simili. Per il cancro della mammella, il tempo di raddoppio è di circa 2 mesi. Motivo per il quale quel tumore impiegherà circa 5 anni dal momento della sua insorgenza a quello in cui lo si potrà scoprire. Per quello della prostata il tempo di raddoppio è di 2 mesi, con 10-15 anni prima che la neoplasia si manifesti. Per il cancro del polmone il tempo di raddoppio è di 3-5 mesi. Le lesioni maligne presentano tipicamente un tempo di raddoppio delle dimensioni compreso tra un mese ed un anno. Pertanto, un nodulo che ha mantenuto dimensioni stabili per più di 1-2 anni è più probabilmente benigno. Per altri tumori la storia naturale della malattia è eterogenea e solo parzialmente nota.

In conclusione, sappiamo che esistono varie modalità di prevenzione, tra cui le metodiche di screening validate quali mammografia, PAP test e sangue occulto che hanno vistosamente ridotto l’incidenza delle neoplasie. Ma cercare di giocare d’anticipo prevedendo quando una neoplasia insorgerà nel singolo individuo è ancora un ostacolo molto difficile da sormontare proprio perché si dovrebbe entrare in un ambito molto complesso che comprende la variabilità genetica del singolo individuo e la probabilità che la mutazione, pur essendo presente, non determini malattia. Anche il mondo può fermarsi, ma la scienza di certo no.

Saro Pistorìo

Fonti:
https://www.cell.com/cell-stem-cell/fulltext/S1934-5909(21)00051-5?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS1934590921000515%3Fshowall%3Dtrue
https://www.airc.it/

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