Cannabis Light: divieto della Cassazione

Arriva la decisione da parte della Corte di Cassazione: “è reato commercializzare l’olio e la resina derivati dalla Cannabis“.

La questione era ormai aperta da parecchio tempo e affliggeva centinaia dei venditori di negozi di Cannabis Light che hanno aperto, sempre più numerosi, in tutta Italia.

Una vera e propria lotta alla canapa legale; lo stesso ministro Matteo Salvini, aveva dichiarato il suo intento di voler far chiudere ogni negozio che trattasse la vendita della “demoniaca” sostanza.

Nel 2016 la Cannabis Light era stata dichiarata legale, nei limiti di Thc consentiti dalla legge, e legale era diventata la sua vendita: tabaccherie, bar, supermercati, si occupavano del commercio della suddetta. Ma non solo. La legge aveva portato all’apertura di centinaia di Cannabis Store in tutta Italia, cosa che aveva dato vita ad un giro d’affari non indifferente.

Cosa accadrà adesso a tutti i rivenditori autorizzati?

In aumentano i controlli da parte delle forze dell’ordine, tanti i negozi sottoposti a perquisizioni e sequestri. Qualche store ha già abbassato la saracinesca, qualcuno più coraggioso ha deciso di rischiare finchè la questione non diverrà più chiara.

Infatti, la sentenza della Cassazione risulta ancora inspiegata: sono vietati tutti i prodotti derivati dalla canapa a meno che questi non siano del tutto privi della sostanza “drogante”. Questo limite però, resta soggetto ancora a varie interpretazioni personali, in quanto le motivazioni ufficiali da parte della Cassazione non sono ancora state deposte.

C’è molta incertezza pertanto, riguardo gli sviluppi definitivi dell’intera faccenda.

Benedetta Sisinni

 

 

 

 

 

di Benedetta Sisinni

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