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Piazza Cairoli: cuore, spesso dimenticato, di una città

 

Chi di noi non ha presente, ben inciso nella memoria, ricordi in Piazza Cairoli sin dalla tenera età?

Quando i nostri genitori, a Carnevale, ci portavano a spargere coriandoli dovunque o durante le feste natalizie.

Quando, durante le manifestazioni studentesche, ci si riposava lì, su quei rettangoli bianchi, poco ingrigiti nonostante il tempo.

Quanti, durante i saldi estivi, hanno goduto dell’ombra degli alberi, ulivi numerosi ed imponenti, presenti in piazza?

Fonte: TripAdvisor

 

Spesso, “il cuore della città” viene utilizzato con superficialità, se non addirittura fuori luogo, invece Piazza Cairoli è letteralmente il centro di Messina.

Non soltanto da un punto di vista di coordinate geografiche, ma ancor più, e più importante, da un punto di vista che mi piace chiamare “sentimentale”.

Sin dai primi anni delle medie, quando l’adolescenza bussa alle porte e ai giovani messinesi è permesso di uscire con gli amici, la piazza diventa un luogo di raccordo, di unione; un vero e proprio palcoscenico di vita.

Molti di noi hanno dato il primo loro bacio, sotto quei rami frondosi e sempreverdi.

Talvolta mi sembra che il nome più adatto possa essere “piazza degli innamorati” dato la quantità considerevole di coppiette e scambi di effusioni.

Fonte: Gazzetta Jonica

 

C’è poi l’angolo dei meno giovani, impegnati, come chiunque si aspetta dalle loro combriccole, a fare ben poco e niente, se non scrutare e commentare tutto; base essenziale di qualunque società che si rispetti, dico io.

In fondo, Piazza Cairoli è il cuore della città, spesso bistrattato, poco considerato e, tristemente, negli anni, a volte ignorato.

Temo che non molti messinesi conoscano i soprannomi della piazza più rinomata in città, agli occhi degli altri italiani, nei primi anni del secolo scorso.

“Il buon salotto” veniva chiamata, uno che mi piace maggiormente è però “Il giardino d’Italia”.

Fonte: en.sporvognsrejser.dk

 

Sento che la coscienza messinese verso un luogo che non solo ha fatto la storia di Messina, ma rappresenta la stessa città, sia claudicante; ovvero, non apprezziamo la Piazza quanto dovremmo.

E soprattutto non l’abbiamo trattata come dovevamo, e tuttora non lo facciamo.

La piazza ha una storia ultracentenaria, complicata quanto, se non più della città stessa.

Sin dai primi anni della sua costruzione, al piano di ampliamento Spadaro-Morabello-Benincasa del 1869. Dopo il terremoto del 1908, l’attenzione sulla piazza comporta di costruire di aiuole, alberi, giardini e vasche. Nel 1951, ci sarà la chiusura delle linee tranviarie, che riapriranno soltanto nel 2003.

Senza dimenticare la demolizione negli anni 70 del collegio, storico, dei Gesuiti presente in piazza per far posto ad un edificio commerciale.

Dunque, come qualsiasi sfaccettatura di storie e di vita, Piazza Cairoli ha avuto i suoi momenti bui e quelli radiosi.

Tocca a noi cittadini far sì che quelli belli perdurino.

Fonte: LetteraEmme

 

                                                                                                                          Ilaria Piscioneri

di Ilaria Piscioneri

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